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| Sap 15,14-16,3; Sal 67; Mc 10,35-45 |
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LETTURA Lettura del libro della Sapienza
15, 14 - 16, 3
Sono tutti stoltissimi e più miserabili di
un piccolo bambino / i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso. /
Perché essi considerarono dèi anche tutti gli idoli delle nazioni, / i
quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere, / né narici per aspirare
aria, / né orecchie per udire, / né dita delle mani per toccare, / e i
loro piedi non servono per camminare. / Infatti li ha fabbricati un uomo,
/ li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. / Ora nessun
uomo può plasmare un dio a lui simile; / essendo mortale, egli fabbrica
una cosa morta con mani empie. / Egli è sempre migliore degli oggetti che
venera, / rispetto ad essi egli ebbe la vita, ma quelli mai. / Venerano
anche gli animali più ripugnanti, / che per stupidità, al paragone,
risultano peggiori degli altri. / Non sono tali da invaghirsene, / come
capita per il bell’aspetto di altri animali; / furono persino esclusi
dalla lode e dalla benedizione di Dio. / Per questo furono giustamente
puniti con esseri simili / e torturati con una moltitudine di bestie. /
Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo; / per appagarne il
forte appetito / gli preparasti come cibo quaglie dal gusto insolito, /
perché quelli che desideravano cibo, / a causa del ribrezzo per gli
animali inviati contro di loro, / perdessero anche l’istinto della fame, /
mentre questi, rimasti privi di cibo per un breve periodo, / provassero un
gusto insolito.
SALMO Sal 67
®
Sorgi, o Dio, a salvare il tuo popolo. Sorga Dio e siano
dispersi i suoi nemici e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. Come
si dissolve il fumo, tu li dissolvi; come si scioglie la cera di fronte
al fuoco, periscono i malvagi davanti a Dio. ®
I giusti
invece si rallegrano, esultano davanti a Dio e cantano di gioia. Cantate
a Dio, inneggiate al suo nome, appianate la strada a colui che cavalca
le nubi: Signore è il suo nome, esultate davanti a lui. ®
Padre
degli orfani e difensore delle vedove è Dio nella sua santa dimora. A
chi è solo, Dio fa abitare una casa, fa uscire con gioia i
prigionieri. ®
VANGELO Lettura del Vangelo
secondo Marco 10, 35-45
In quel tempo. Si avvicinarono al
Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro,
vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro:
«Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di
sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il
calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono
battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice
che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono
battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla
mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato
preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con
Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete
che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su
di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole
diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il
primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non
è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in
riscatto per molti».
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