|
| PRIMO PIANO |
 |
Dal 21 al 25 Agosto a Varese 57ª Settimana Liturgica Nazionale
«CELEBRIAMO GESÙ CRISTO, SPERANZA DEL MONDO» |
 |
Si intensifica di giorno in giorno in Diocesi la complessa macchina
organizzativa in vista della 57° Settimana liturgica nazionale,
che si celebrerà a Varese dal 21 al 25 agosto. Un grande
evento, insieme ecclesiale e formativo, come sottolinea don Alfredo Di
Stefano, segretario del Centro
di azione liturgica, associazione promotrice della manifestazione
su diretto mandato della Conferenza episcopale italiana. Prestigiosi i
relatori messi in campo: apre e chiude la settimana l'Arcivescovo di
Milano, Dionigi Tettamanzi, intervengono il prefetto della Congregazione
per la dottrina della fede William Levada; arrivano mons. Giudici e il
cardinal Nicora, mentre a parlare di Eucaristia sarà presente il priore di
Bose, Enzo Bianchi. Come prima tappa di avvicinamento alla Settimana
liturgica pubblichiamo una riflessione di mons. Luigi Stucchi,
Vicario episcopale della Zona di Varese.
-------------------------------------
«DONO
E RESPONSABILITÀ» Rivivo, scrivendo, due momenti
celebrativi molto intensi e centrali nella vita della Chiesa Diocesana: la
Messa Crismale il mattino del Giovedì Santo con la consacrazione e la
benedizione degli oli destinati a tutte le parrocchie, perchè diventino
possibili il dinamismo e l’esperienza sacramentale e la Messa con
l’ordinazione dei nuovi presbiteri, perchè l’intero presbiterio diocesano
custodisca come dono sempre vivo la freschezza della propria dimensione
sacramentale, costitutiva della propria originale modalità di servizio a
tutto il popolo di Dio in cammino sulle strade del mondo.
Senza
queste due esperienze l’originale modalità di presenza della Chiesa nel
mondo perderebbe la sua forza vera e non attingerebbe più alla sua stessa
sorgente. Ma tutto questo non è finalizzato solo alla vita del presbiterio
e all’esercizio del servizio sacramentale, bensì è finalizzato alla vita
stessa dell’intero popolo di Dio, al cui servizio Gesù ha voluto il
sacerdozio ministeriale, da esercitare dentro l’orizzonte ecclesiale,
pastorale, antropologico che le due celebrazioni indicate suggeriscono e
definiscono: un orizzonte di comunione irrinunciabile e un orizzonte di
missione sperimentabile e praticabile solo a partire dalla dimensione di
comunione.
Questo genera la missione stessa della Chiesa, perchè
celebrando ne svela il mistero profondo e così la mette in cammino nel
mondo perchè a tutti arrivi il Vangelo di Gesù come senso vero, pieno e
definitivo della vita propria e altrui e col vangelo la grazia della fede,
della celebrazione di ciò che si crede, dell’esperienza vissuta di ciò che
si celebra.
La vita di ciascuno e di tutti è così chiamata in
causa, raggiunta e trasformata, santificata in modo che ogni dimensione e
condizione della vita stessa possa chiarirsi in Cristo e maturare come
spazio esistenziale in cui l’essere umano si realizza nella stessa santità
di Cristo.
Non si darebbe liturgia vera e compiuta se la vita non
venisse raggiunta e rinnovata; non si darebbe rapporto con la vita
quotidiana generato dalla celebrazione liturgica se questa non generasse o
non tenesse viva la speranza necessaria per vivere bene e in pienezza.
E’
in questa luce e per questa esigenza oggettiva che ritengo la prossima
settimana liturgica un dono e una responsabilità per la vita della nostra
Diocesi ed in particolare, visto il luogo dell’avvenimento, per la zona
pastorale di Varese.
Il tema di fondo della settimana e la sua
articolazione quotidiana nei vari momenti di riflessione, celebrazione,
preghiera, testimonianza e confronto tra esperienze ed ambiti diversi
risulta quanto mai opportuno a cogliere alla sua radice la sfida della
speranza, a sprigionare tutta la ricchezza vivificante del mistero
pasquale proprio quando viene celebrato, a stabilire un immediato quanto
impegnativo richiamo reciproco tra liturgia e vita, a sostenere
ulteriormente in perfetta coerenza di proposta la missione della Chiesa,
intercettando e interpellando tutte le situazioni e condizioni di
esperienza e ricerca in cui l’uomo contemporaneo si viene a trovare.
Lo
stesso tema, se da una parte rimanda alla originalità e centralità
unificante dei momenti celebrativi ricordati dalla memoria del cuore,
dall’altra esige di essere testimoniato e vissuto proprio nella
quotidianità, nella condizione laicale, nella situazione comune a tutte le
persone che camminano sulle strade del mondo.
Quello che si svela
nella ricchezza delle celebrazioni della nostra Cattedrale, specialmente
quelle che si possono sperimentare solo in Duomo, la chiesa della Cattedra
del Vescovo per tutta la Diocesi, non può rimanere lì circoscritto e potrà
portare frutto maturo solo se e quando la vita del popolo di Dio in ogni
luogo diventerà vita di testimoni della stessa speranza generata dalla
celebrazione del mistero pasquale.
mons. Luigi Stucchi Vicario
Episcopale della Zona di Varese
|
|
|
 |
 |
| |