Settimanale registrato presso il Tribunale di Milano al numero 848 in data 15.12.2004
Direttore Responsabile Claudio MAZZA
CHIESA & DIOCESI
Il sociologo Giordano Frosini contesta la festa di Halloween
L’1 E IL 2 NOVEMBRE SONO I GIORNI DELLA SPERANZA
Zucca di Halloween
La feste degli scheletri e delle zucche è una reviviscenza celtica, che
ha origine nei Paesi dell'antico paganesimo pre-cristiano.
Halloween? Una festa vacua e un segno della supremazia culturale che da tempo
la nazione americana sta esercitando nei riguardi del “Bel Paese”.
A pensarla così è il teologo mons. Giordano Frosini che si
sofferma su questa ricorrenza di importazione americana contro la
quale, afferma, «non si sono mossi nemmeno i difensori a oltranza della
nostra identità culturale, provenienti dalla miscredenza professa, che i
mass media hanno giustamente chiamato atei devoti».
Ad
avviso del teologo «un pezzo non proprio secondario della nostra cultura
(della fede interessa poco a certa gente) èmesso in pericolo, anzi sta
velocemente scomparendo, anzi forse è già del tutto scomparso.
Un colpo mortale, questa volta inferto non dal solito Islam, ma da quello che
si può chiamare neo-paganesimo». «L’origine ultima della
festa - spiega infatti -, non è l’America, ma i Paesi dell'antico
paganesimo pre-cristiano. La festa degli scheletri e delle zucche è
nientedimeno che una reviviscenza celtica». E «quando la fede manca,
comincia l’incredulità e la superstizione, che si alimentano continuamente
alle mode del tempo».
Così le zucche «mostrano
integralmente la loro vacuità. Dentro di esse, dietro di esse, non c'è
nulla, ma soltanto il ricordo, forse inconsapevole, di una tradizione che
i cristiani dovrebbero avere facilmente superata. Forse chi pratica
questi usi non si rende conto di quello che fa». «Il senso della festa è
bello e va assecondato - conclude Frosoni - ma non con questi salti e
questi tradimenti. Il primo e il due novembre sono per tradizione i
giorni della nostra speranza. E la speranza è una virtù cristiana.
Gli altri, i pagani e i neo-pagani, hanno le loro speranze, le loro attese,
ma non hanno la Speranza, che è la certezza di un futuro assoluto, dove
sono già collocati i nostri santi e i nostri morti».