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Anno 1- n. 27/2005
10 - 16 settembre


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al numero 848
in data 15.12.2004

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Responsabile
Claudio MAZZA
MILANO & LOMBARDIA
Intervista a don Severino Pagani

UN SEME DI UNITĄ
Il responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Milano racconta l’iniziativa di mettere in contatto i tanti giovani che ogni estate scelgono di impegnarsi in Romania.


di Silvio Mengotto

«E’ interessante il fatto che diversi gruppi, diverse diocesi d’Italia, diverse associazioni possano trovarsi nell’estate, almeno una volta all’anno, per condividere insieme le reciproche esperienze, cammini, progetti con l’intento di favorire un lavoro, una presenza che sia meno disarticolata, più compatta e, in un certo senso, unitaria». Don Severino Pagani, responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Milano, spiega il senso di una proposta di confronto reciproco.

Sono molte le iniziative di volontariato italiano impegnate in Romania in progetti di solidarietà?

Da diversi anni in Romania è presente una consistente rappresentanza di giovani che desiderano, durante l’estate, fare un’esperienza di volontariato attraverso le iniziative della Caritas, della Pastorale giovanile, dei “cantieri della solidarietà”. Esperienze che possono durare due settimane o un mese. C’è anche una presenza di italiani, non solo della diocesi milanese, che provengono da tutta l’Italia impegnati in Romania per iniziative di maggior durata. Da pochi mesi è iniziata una nuova presenza di ragazzi e ragazze per un servizio civile della durata minima di 9 mesi sino a 12 mesi. Una nuova esperienza che sta dando i suoi primi frutti. Sono giovani che si stanno occupando di diverse iniziative: animazioni con ragazzi di strada nei quartieri più popolari di Bucarest o altre città, o in vecchi istituti di internato dove attualmente si trovano ancora ragazzi incustoditi, senza famiglia o con famiglie in grave disagio.

Ci parla della festa dei volontari a Bucarest
?
Quest’anno abbiamo voluto iniziare, le varie esperienze di volontariato, con questa festa, che potrebbe avere un suo futuro, una sua tradizione, radunando tutti coloro impegnati nei “cantieri della solidarietà” e in altre esperienze. In questa prima festa è presente anche la diocesi di Cremona con un numero consistente di ragazzi. Un incontro interessante, perché giovani italiani incontrano quelli rumeni insieme a far festa ospitati in un bellissimo centro del beato Murialdo. Un oratorio nuovo alla periferia di Bucarest dove, da diverse parti della Romania, sono convenuti i volontari con i loro educatori e rappresentanti.

Una festa anche per conoscersi e scambiare le rispettive esperienze?
Certamente. Le esperienze sono in atto da tempo, ognuno con la propria caratteristica, i propri linguaggi. Ciò che vorremmo iniziare, con questa festa, è un principio, un seme, di unità. Senza sottovalutare la dimensione di cordialità, simpatia che nasce tra ragazzi impegnati con desideri profondi nel cuore.


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