Settimanale registrato presso il Tribunale di Milano al numero 848 in data 15.12.2004
Direttore Responsabile Claudio MAZZA
MILANO & LOMBARDIA
Intervista a don Severino Pagani
UN SEME DI UNITĄ
Il responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Milano
racconta l’iniziativa di mettere in contatto i tanti giovani che ogni
estate scelgono di impegnarsi in Romania.
di Silvio
Mengotto
«E’ interessante il fatto che diversi gruppi,
diverse diocesi d’Italia, diverse associazioni possano trovarsi
nell’estate, almeno una volta all’anno, per condividere insieme le
reciproche esperienze, cammini, progetti con l’intento di favorire un
lavoro, una presenza che sia meno disarticolata, più compatta e, in un
certo senso, unitaria».Don Severino Pagani, responsabile
della Pastorale giovanile della diocesi di Milano, spiega il senso di una
proposta di confronto reciproco. Sono molte le iniziative di
volontariato italiano impegnate in Romania in progetti di solidarietà?
Da diversi anni in Romania è presente una consistente rappresentanza di
giovani che desiderano, durante l’estate, fare un’esperienza di
volontariato attraverso le iniziative della Caritas, della Pastorale
giovanile, dei “cantieri della solidarietà”. Esperienze che possono durare
due settimane o un mese. C’è anche una presenza di italiani, non solo
della diocesi milanese, che provengono da tutta l’Italia impegnati in
Romania per iniziative di maggior durata. Da pochi mesi è iniziata una
nuova presenza di ragazzi e ragazze per un servizio civile della durata
minima di 9 mesi sino a 12 mesi. Una nuova esperienza che sta dando i suoi
primi frutti. Sono giovani che si stanno occupando di diverse iniziative:
animazioni con ragazzi di strada nei quartieri più popolari di Bucarest o
altre città, o in vecchi istituti di internato dove attualmente si trovano
ancora ragazzi incustoditi, senza famiglia o con famiglie in grave disagio.
Ci parla della festa dei volontari a Bucarest? Quest’anno abbiamo
voluto iniziare, le varie esperienze di volontariato, con questa festa,
che potrebbe avere un suo futuro, una sua tradizione, radunando tutti
coloro impegnati nei “cantieri della solidarietà” e in altre esperienze.
In questa prima festa è presente anche la diocesi di Cremona con un numero
consistente di ragazzi. Un incontro interessante, perché giovani italiani
incontrano quelli rumeni insieme a far festa ospitati in un bellissimo
centro del beato Murialdo. Un oratorio nuovo alla periferia di Bucarest
dove, da diverse parti della Romania, sono convenuti i volontari con i
loro educatori e rappresentanti.
Una festa anche per conoscersi
e scambiare le rispettive esperienze? Certamente. Le esperienze
sono in atto da tempo, ognuno con la propria caratteristica, i propri
linguaggi. Ciò che vorremmo iniziare, con questa festa, è un principio, un
seme, di unità. Senza sottovalutare la dimensione di cordialità, simpatia
che nasce tra ragazzi impegnati con desideri profondi nel cuore.