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Anno 1- n. 27/2005
10 - 16 settembre


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Settimanale
registrato presso
il Tribunale di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
MILANO & LOMBARDIA
Più di 300, italiani e rumeni, insieme per conoscersi e confrontarsi

BUCAREST, VOLONTARI IN FESTA



APPROFONDIMENTI

Don Severino Pagani
UN SEME DI UNITÀ

Chiara Ceriotti
«QUEI BAMBINI MI ASPETTANO SEMPRE»

Valentina Fumagalli
«L’AMORE SI MOLTIPLICA PER DIVISIONE»

Tra le organizzazioni presenti c’erano i ragazzi dei “cantieri della solidarietà” della Caritas Ambrosiana da Campulung Muscel, ragazzi della diocesi di Cremona da Ploiesti, i volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII impegnati a Matasaari e Bucarest, ragazzi dell’Icu da Bucarest.


di Silvio Mengotto

Più di trecento volontari italiani e rumeni per la prima volta si sono ritrovati questa estate in festa a Bucarest per conoscersi, dialogare, scambiare le rispettive esperienze in atto da anni con lo scopo di costruire, in prospettiva, un futuro unitario nel rispetto delle diverse esperienze.

Tra le organizzazioni presenti c’erano i ragazzi dei “cantieri della solidarietà” della Caritas Ambrosiana da Campulung Muscel, ragazzi della diocesi di Cremona da Ploiesti, i volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII impegnati a Matasaari e Bucarest, ragazzi dell’Icu da Bucarest.

La festa è stata ospitata nell’oratorio dei padri del Murialdo, in località Popesti-Leordeni all’estrema periferia sud di Bucarest. L’idea frullava da anni ed è decollata con la partenza dei “cantieri della solidarietà” della Caritas Ambrosiana in Romania e nei Paesi dell’ex Juogoslavia.

In apertura una preghiera-riflessione guidata da don Severino Pagani, responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Milano.
E’ seguito un mirabolante spettacolo dei clown di Parada, la compagnia di giocolieri e funamboli fondata dal famoso clown francese Miloud.

Dopo il pranzo, rigorosamente al sacco, incontri tra i vari gruppi e associazioni presenti per un’ulteriore conoscenza reciproca. Il saluto finale ha visto un immenso cerchio di gioia che, coreograficamente, ha riuniti tutti i volontari presenti in un corale, quanto significativo, abbraccio.

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