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Anno 1- n. 19/2005
18 - 24 giugno


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Settimanale
registrato presso
il Tribunale di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
ARTE & CULTURA





Una nuova rivista di cultura

"PAGINAZERO",
AL DI LA' DEI CONFINI

Nasce a Udine, è legata a Milano,
ma si apre al mondo.
Offrendo uno "spazio" libero
dove poeti, scrittori, pensatori italiani e balcanici
possono confrontarsi e dialogare.
Con particolare attenzione ai più giovani.


di Laura Sebastianutti

C’è un filo sottile che lega la Lombardia al Friuli Venezia Giulia. È tessuto lungo le trame della letteratura, quella giovane, che passa i confini e si apre all’Est dell’Europa. Poeti, scrittori, pensatori italiani e balcanici, che hanno tra i 20 e i 40 anni, si ritrovano sulle pagine di una rivista che nasce in provincia di Udine e guarda al mondo. Il suo titolo non può che essere PaginaZero – Letterature di frontiera. Ma dove la frontiera praticamente non esiste più, né verso l’est, né verso l’ovest.

«Un anno fa è caduto l’ultimo, importante confine, quello con la Slovenia», ricorda il suo direttore Mauro Daltin, 29enne, collaboratore del Touring Club Italiano, presentando il quadrimestrale a Milano assieme al poeta friulano Maurizio Mattiuzza e a quello lombardo Paolo Fichera.

Una rivista su cui scrivono commenti, testi, racconti e versi, figure note e consolidate della cultura italiana come Elio Bartolini (la sua opera più famosa, da cui fu tratto il film, è La bellezza di Ippolita) e Moni Ovadia, cantore dell’ yiddish, ma anche recenti rivelazioni del panorama letterario italiano come Tullio Avoledo (L’elenco telefonico di Atlantide ) e Gianmario Villalta (Tuo figlio).

L’obiettivo di PaginaZero è però quello di mettere a confronto e di aprire una finestra sui giovani autori italiani e d’oltreconfine: recensori d’eccezione saranno dai prossimi numeri Tiziana Cerarosco, milanese, considerata una delle maggiori poetesse italiane contemporanee, e il toscano Massimo Sannelli. Collaboratori con testi e racconti sono Flavio Santi, che vive a Pavia, Alessandro Carrera, un altro milanese, il poeta genovese Nanni Cagnone. E nasceranno nuove iniziative dalla collaborazione con il Circolo Pickwick di Monza e il Foglio Clandestino di Sesto San Giovanni, mentre a settembre Daltin e gli altri saranno a Roma per presentare la rivista anche al centro Italia.

Il tema dell’esilio li metterà in relazione con i giovani colleghi dell’est, alcuni dei quali lo hanno già scelto volontariamente molti anni fa. Come Mihai Mircea Butcovan, 36 anni, nato in Transilvania, ma residente dal ’91 a Milano, dove fa l’educatore professionale nell’ambito del recupero dei tossicodipendenti e pubblica romanzi e poesie. O come Natasha Radojcic , nata a Belgrado 39 anni fa, fuggita dal «fangoso, pianeggiante nord est jugoslavo» - così lo definisce lei - nell’89, autrice di tre romanzi che parlano di patria e di radici. E ancora come Péter Zilahy, 35enne di Budapest, giramondo dell’arte, autore di prose, poesie, teatro e installazioni in Europa e Stati Uniti.

La convinzione è che dal confronto tra arti e scritture si superi, appunto, la frontiera, ci si prepari a un mondo senza limiti geografici e mentali. Perché non accada più ciò che raccontava, nel 1993, nei terribili versi di Sorelle, lo scrittore di Sarajevo Izet Sarajlic: « Quelle di Esenin/si chiamavano Shura e Katia. /Quelle di Majakowskij/Ludimilla e Olia. /Le mie/Nina e Raza. /E tutte sono morte. /Raza e Nina/ a cinquanta giorni di distanza. /Sono morte/o a dire il vero sono state uccise dagli stenti. /Devo cercare da qualche parte/una nuova sorella. /Perché io non posso/non essere fratello ».

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