Settimanale registrato presso il Tribunale di Milano al numero 848 in data 15.12.2004
Direttore Responsabile Claudio MAZZA
ARTE & CULTURA
Una nuova rivista di cultura
"PAGINAZERO", AL DI LA' DEI CONFINI
Nasce a Udine, è legata a Milano, ma si apre al mondo.
Offrendo uno "spazio" libero dove poeti, scrittori, pensatori
italiani e balcanici possono confrontarsi e dialogare. Con
particolare attenzione ai più giovani.
di Laura
Sebastianutti
C’è un filo sottile che lega la Lombardia al
Friuli Venezia Giulia. È tessuto lungo le trame della
letteratura, quella giovane, che passa i confini e si apre all’Est
dell’Europa. Poeti, scrittori, pensatori italiani e
balcanici, che hanno tra i 20 e i 40 anni, si ritrovano sulle pagine
di una rivista che nasce in provincia di Udine e guarda al mondo.
Il suo titolo non può che essere PaginaZero – Letterature di
frontiera. Ma dove la frontiera praticamente non esiste più, né
verso l’est, né verso l’ovest.
«Un anno fa è
caduto l’ultimo, importante confine, quello con la Slovenia»,
ricorda il suo direttore Mauro Daltin, 29enne, collaboratore del
Touring Club Italiano, presentando il quadrimestrale a Milano assieme al
poeta friulano Maurizio Mattiuzza e a quello lombardo Paolo
Fichera.
Una rivista su cui scrivono commenti, testi, racconti
e versi, figure note e consolidate della cultura italiana come Elio
Bartolini (la sua opera più famosa, da cui fu tratto il film, è
La bellezza di Ippolita) e Moni Ovadia, cantore dell’
yiddish, ma anche recenti rivelazioni del panorama letterario italiano
come Tullio Avoledo (L’elenco telefonico di Atlantide
) e Gianmario Villalta (Tuo figlio).
L’obiettivo
di PaginaZero è però quello di mettere a
confronto e di aprire una finestra sui giovani autori italiani e
d’oltreconfine: recensori d’eccezione saranno dai prossimi
numeri Tiziana Cerarosco, milanese, considerata una delle maggiori
poetesse italiane contemporanee, e il toscano Massimo Sannelli.
Collaboratori con testi e racconti sono Flavio Santi, che vive a
Pavia, Alessandro Carrera, un altro milanese, il poeta genovese
Nanni Cagnone. E nasceranno nuove iniziative dalla collaborazione con
il Circolo Pickwick di Monza e il Foglio Clandestino di
Sesto San Giovanni, mentre a settembre Daltin e gli altri saranno a Roma
per presentare la rivista anche al centro Italia.
Il tema
dell’esilio li metterà in relazione con i giovani colleghi
dell’est, alcuni dei quali lo hanno già scelto volontariamente molti anni
fa. Come Mihai Mircea Butcovan, 36 anni, nato in Transilvania, ma
residente dal ’91 a Milano, dove fa l’educatore professionale nell’ambito
del recupero dei tossicodipendenti e pubblica romanzi e poesie. O come
Natasha Radojcic , nata a Belgrado 39 anni fa, fuggita dal «fangoso,
pianeggiante nord est jugoslavo» - così lo definisce lei - nell’89,
autrice di tre romanzi che parlano di patria e di radici. E ancora come
Péter Zilahy, 35enne di Budapest, giramondo dell’arte, autore di
prose, poesie, teatro e installazioni in Europa e Stati Uniti.
La
convinzione è che dal confronto tra arti e scritture si superi, appunto,
la frontiera, ci si prepari a un mondo senza limiti geografici e
mentali. Perché non accada più ciò che raccontava, nel 1993, nei
terribili versi di Sorelle, lo scrittore di Sarajevo Izet
Sarajlic: « Quelle di Esenin/si chiamavano Shura e Katia.
/Quelle di Majakowskij/Ludimilla e Olia. /Le mie/Nina e Raza. /E tutte
sono morte. /Raza e Nina/ a cinquanta giorni di distanza. /Sono morte/o a
dire il vero sono state uccise dagli stenti. /Devo cercare da qualche
parte/una nuova sorella. /Perché io non posso/non essere fratello
».