Diocesi in festa: ordinazioni in Duomo dei preti novelli
Sabato l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi consacrerà 17 sacerdoti diocesani e un religioso con una solenne celebrazione
I candidati
De Bernardi Marco, Santi Quirico e Giulitta, Ternate (Va); De Stefani
Roberto, S. Giovanni Evangelista, Lecco (Lc); Ferrandi Marco, Santa
Francesca Romana, Milano; Gurzoni Leandro (nella foto), S. Giuseppe,
Cinisello Balsamo (Mi); Longo Giorgio, S. Vittore Martire, Buguggiate
(Va); Lovati Gabriele, Sacro Cuore di Gesù alla Cagnola, Milano; Lucini
Alessandro, S. Giuseppe, Cogliate (Mb); Martinati Emiliano, Santi Cornelio
e Cipriano, Carnate (Mb); Missora Matteo, S. Stefano, Appiano Gentile
(Co); Rabassini Andrea, S. Lorenzo Diacono e M. in Gurone, Malnate (Va);
Rivolta Matteo, S. Vittore M., Ceriano Laghetto (Mb); Rossi Giacomo, S.
Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano; Saita Matteo, S. Maria Nascente,
Paderno Dugnano (Mi); Spreafico Roberto, Santi MM. Gervaso e Protaso in
Gurone, Lecco; Usuelli Marco, Santi Ambrogio e Simpliciano, Carate Brianza
(Mb); Ventura Paolo, Presentazione di Maria Vergine, Lasnigo (Co); Villa Gabriele,
Regina Pacis, Monza (Mb).
28.05.2010 di Ylenia SPINELLI
Tra pochi giorni sarà festa grande per la nostra Chiesa ambrosiana. Sabato
12 giugno, a pochi giorni dalla chiusura dell’Anno sacerdotale, il
cardinale Dionigi Tettamanzi ordinerà in Duomo 17 nuovi preti diocesani e
uno dell’ordine dei carmelitani scalzi (Walter Leopizzi). Alla solenne
celebrazione, che avrà inizio alle 9, parteciperanno non soltanto i
famigliari, ma anche moltissimi fedeli delle parrocchie di origine dei
candidati e di quelle in cui hanno svolto il servizio pastorale. Le storie
personali dei futuri preti (presentati ufficialmente alla Diocesi nella
scorsa Festa dei Fiori a Venegono) sono una diversa dall’altra:c’è chi è
entrato in Seminario dopo l’università, chi dopo le superiori e chi dopo
le scuole medie e ha fatto in tempo a frequentare il Seminario Minore. C’è
chi ha lavorato come finanziere, professore o architetto. Qualcuno viene
da Milano, altri provengono da Lecco, dalla Brianza o dalla provincia di
Varese. I più giovani, i 24enni Giorgio Longo e Matteo Missora, hanno
dovuto chiedere la dispensa al Vescovo per essere ordinati, mentre Marco
Ferrandi, classe 1954, potrebbe essere il loro papà, ma nel cammino di
formazione in Seminario la differenza di età non è mai stata un problema,
anzi, un’occasione di scambio reciproco ed un motivo di crescita. Ad unire
tutti questi vissuti il comune “sì” alla chiamata di Dio e la decisione di
affidarsi completamente a Lui, come recita il loro motto, tratto dal Salmo
15, «Nelle tue mani è la mia vita». Anche l’immagine che i futuri preti
hanno scelto per il loro tableau, una vetrata realizzata da Marc Chagall
per la chiesa di Santo Stefano a Magonza, ha per protagonista le mani:
quelle di Dio che, nella figura dell’angelo, pone l’uomo nel giardino
dell’Eden, prima ancora di dargli la vita. «Il senso che vi abbiamo letto
- spiegano i candidati- è ancora una volta quello dell’amore di sempre e
per sempre di Dio che custodisce l’uomo nelle sue mani». Quella dei futuri
preti sarà sicuramente una bella avventura, ma anche una sfida. Dovranno
portare la loro freschezza nel mondo e mostrare il vero volto della Chiesa
in una società che, soprattutto ultimamente, ha tanti pregiudizi nei
confronti dei preti. «È vero - ammette mons. Peppino Maffi, rettore dei
Seminari ambrosiani - in questi ultimi mesi siamo stati messi sotto
accusa, ma quello che verifico quotidianamente è il desiderio di tutti di
dire e testimoniare la serenità grande di una vita dedicata al Signore».
Da domenica 6 giugno al giorno dell’ordinazione i candidati saranno
impegnati nella settimana di esercizi spirituali a Rho. Li accompagneranno
i genitori e i famigliari più stretti che in questi anni hanno condiviso
la nascita e la maturazione della vocazione. «Io e i miei genitori stiamo
cercando di vivere questi momenti - spiega Giorgio - nella fede e nella
gioia, consapevoli di ciò che Dio sta compiendo in noi e per le nostre
comunità, attraverso un dono così grande come il sacramento dell’ordine». «Quando
a 55 anni - interviene Marco - capisci che il Signore non si accontenta di
ciò che finora ti ha dato, ma ti chiama ad una vita ancora più piena e
realizzi che lo fa perché ti vuole bene, questo basta per guardare con
ottimismo al futuro».