09.10.2009di Maria Teresa ANTOGNAZZA
Il suo libro è già un
bestseller. Paolo, quattordicenne
venegonese, ha speso tutto l’ultimo anno a combattere strenuamente un
brutto cancro che l’ha colpito alla gamba. L’ha scoperto giusto l’estate
scorsa, di ritorno dal campeggio parrocchiale, quando gli hanno
diagnosticato un “osteosarcoma”. Da quel momento è iniziato il suo lungo
viaggio per combattere il cancro.
Un calvario, tutto in salita,
percorso giorno dopo giorno con a fianco papà Piercarlo, mamma Rosanna e
la sorella Alice, a dargli conforto e a fargli coraggio. Quattordici cicli
di chemio, quattro interventi chirurgici che l’hanno trasformato in
“Titan-Paul” (la sua gamba, ora, libera dalle malvagie cellule tumorali,
“suona” all’impazzata ogni volta che passa un controllo al
metal
detector), tanto ospedale, letto e lontananza forzata da scuola e
amici: niente di tutto questo l’ha sfiancato. Ha combattuto. E ha vinto.
Nelle
ultime settimane di giugno è tornato in classe, dopo tante ore di lezione
passate a casa, con i prof a domicilio, e in collegamento internet con i
compagni; ha superato gli esami di terza media e durante l’estate ha
ricominciato a incontrare gli amici e a tifare la squadra del cuore. Da
pochi giorni è tornato sui banchi, all’Istituto alberghiero De Filippi di
Varese, per rincorrere il sogno di diventare un grande
chef. La
lotta, per il momento, è vinta.
La sua storia -
che
ha attraversato il pianeta grazie a un blog in cui, giorno dopo
giorno ha raccontato angosce, dolori, speranze, fatiche del suo giovane
combattimento - ora è diventata un libro, e sugli scaffali è già andato a
ruba.
Vado a farmi la chemio e torno (Rizzoli) racconta di una
lotta che, purtroppo, accomuna tanti, giovani, giovanissimi e meno
giovani, e li incoraggia a non mollare. Paolo lo ha fatto; come e perché
lo racconta in queste pagine, attraverso le quali continua la sua strada
con il sorriso sulle labbra, con la forza che gli trasmettono in casa i
familiari e tanti amici, che non smettono di fare il tifo per lui.