30.09.2009di Giovanni GUZZI
Milano, vista in pianta, ricorda l’immagine di una ruota di bicicletta! E
viene da pensare che, per una città, la vocazione a una specifica forma di
mobilità possa essere suggerita dalla sua struttura urbanistica. La
riflessione acquista fondatezza se si considerano altri parametri, quali
l’estensione non particolarmente ampia, la superficie pianeggiante e il
clima prevalentemente mite.
Con queste premesse è risultato quasi
d’obbligo, per il Festival internazionale dell’ambiente (25-28 settembre),
dedicare alla bicicletta uno degli appuntamenti di più pratico interesse
per la città: un confronto sulle politiche regionali e locali a favore
della mobilità ciclistica. I promotori - le associazioni Verdi Ambiente e
Società e Ciclobby - hanno riunito gli assessori locali a mobilità e
viabilità Croci (Comune di Milano), De Nicola (Provincia) e Cattaneo
(Regione), con rappresentanti di istituzioni italiane ed estere che hanno
presentato esempi di pratiche efficaci nel favorire l’uso della bicicletta
da parte dei cittadini.
Ancora troppi considerano le “due ruote
leggere” solo un passatempo per i giorni festivi di beltempo: su questo
punto il convegno ha fatto chiarezza, particolarmente nella relazione di
Mario Fruianu, rappresentante del Ministero olandese dei Trasporti.
Infatti, promuovere l’uso della bicicletta, specialmente per i tragitti
quotidiani casa-ufficio, per le pubbliche amministrazioni è un obiettivo
preciso che, se perseguito con determinazione, produce numerosi e notevoli
benefici per i singoli e la collettività: fluidificazione del traffico
veicolare residuo (per la riduzione del numero di auto circolanti),
maggiore velocità dei tragitti (sotto i 15 km la bicicletta è una reale
alternativa all’auto e al mezzo pubblico), maggiore flessibilità,
miglioramento della salute per chi ne fa uso (e quindi un minor numero di
giorni lavorativi persi per malattia). Ma questi obiettivi - ha precisato
Fruianu - si raggiungono soltanto a condizione di dedicarvi investimenti a
lungo termine per politiche capaci di fornire ai ciclisti
comfort, sicurezza
ed economicità e, soprattutto, a condizione che le politiche per la
mobilità siano coerenti con le scelte di pianificazione dello spazio
urbano. In Olanda il 27% degli spostamenti è effettuato in bicicletta e i
16 milioni di abitanti possiedono 18 milioni di biciclette e 7 milioni di
auto.
Risultati possibili solo per le culture del nord Europa? A
smentire questa tesi è stato David Munoz de la Torre, dell’Osservatorio di
Sostenibilità Urbanistica di Siviglia. Nella città spagnola, fino agli
anni Novanta l’uso della bicicletta era praticamente nullo ed erano
addirittura in calo anche gli spostamenti a piedi. In occasione dell’Expo
che la città avrebbe dovuto ospitare, si è deciso di intervenire per
invertire la tendenza. Si è verificato che la bici non era presa in
considerazione perché le persone chiedevano che prima fossero realizzate
infrastrutture realmente utili per la loro sicurezza. Quindi si è pensato
di realizzare una rete continua che coprisse tutta la città con percorsi
veloci per favorire gli spostamenti in bicicletta rispetto a quelli in
auto, di recuperare gli spazi necessari riducendo le carreggiate delle
strade e i parcheggi auto e di favorire l’uso della bicicletta per i
giorni feriali. Il risultato sono stati 80 km di piste ciclabili
realizzate fra il 2006 e il 2007: la gente cominciava a percorrerle mentre
ancora era in corso la loro verniciatura!
Nel suo intervento
conclusivo, Eugenio Galli, presidente di Ciclobby, ha anche ricordato il
caso di Strasburgo, altra città di dimensioni paragonabili a Milano, in
cui è stato introdotto sistematicamente il doppio senso consentito alle
biciclette sui sensi unici per le auto, in Italia osteggiato per questioni
interpretative, pretestuosamente invocate a tutela dei ciclisti. La realtà
milanese resta quella di tante parole, ma pochi fatti, di monconi di piste
disconnesse tra loro e di marciapiedi più larghi sui quali, invece che
corsie ciclabili, si dipingono ulteriori stalli per il parcheggio delle
auto.
All’Expo milanese mancano 6 anni e l’esempio di Siviglia toglie
ogni alibi. «In questi giorni - ha concluso Galli - si promuovono gli
incentivi per l’acquisto di biciclette. È una buona iniziativa, ma l’80%
dei milanesi già ne possiede una, che però resta in cantina! Occorre dare
loro la possibilità di usarla e questo si può fare a costi contenuti,
rendendo accessibile in sicurezza alle biciclette tutti i 2500 km della
rete stradale cittadina».