Si celebra martedì primo settembre la quarta Giornata per la salvaguardia del creato. Nel messaggio per l'occasione, la Conferenza episcopale italiana invita tutti a una “conversione ecologica” per arginare i danni del riscaldamento del Pianeta
28.08.2009di Stefania CECCHETTI
È sempre quella per il “climate change” (cambiamento climatico) la prima
delle preoccupazioni di chi ha cuore la salute della cara vecchia Terra.
In vista del Cop 15 - la Conferenza mondiale sul clima di dicembre a
Copenaghen, dalla quale si attendono importanti revisioni del protocollo
di Kyoto - anche la Conferenza episcopale italiana porta l’attenzione sul
surriscaldamento del Pianeta.
Lo fa in occasione della quarta Giornata
per la salvaguardia del creato, che si celebrerà in tutto il mondo il
primo settembre, con l’invito a tutte le comunità a riflettere su «quel
bene indispensabile alla vita di tutti che è l’aria». E infatti il motto
della giornata, tratto dal Cantico delle creature di San Francesco, recita
così: «Laudato si’, mi’ Signore... per frate Vento et per aere et nubilo
et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài
sostentamento». Il riferimento al patrono d’Italia non è casuale, visto
che quest’anno cadono gli 800 anni della consegna della Regola a papa
Innocenzo III e visto che le celebrazioni per la Giornata del creato si
prolungheranno per più di un mese, dal 1 settembre, appunto, fino alla
festa del Santo, il 4 ottobre.
L’appello della Cei è rivolto a tutti,
perché il miglioramento della qualità dell’aria dipende dalle azioni di
ciascuno di noi: «È conseguenza del peccato se la rete delle relazioni con
il creato appare lacerata e se gli effetti sul cambiamento climatico sono
innegabili, se proprio l’aria - così necessaria per la vita - è inquinata
da varie emissioni, in particolare da quelle dei cosiddetti “gas serra”.
Se, però, prendiamo coscienza del peccato, che nasce da un rapporto
sbagliato con il creato, siamo chiamati alla “conversione ecologica”,
secondo l’espressione di Giovanni Paolo II».
Dunque, si
legge ancora nel Messaggio Cei per la Giornata, «occorre un profondo
rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia, cercando di
risparmiare energia con una maggiore sobrietà nei consumi, per esempio
nell’uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando
l’uso dell’energia stessa – a partire dalla progettazione degli edifici
stessi - e valorizzando le energie pulite e rinnovabili. Il Santo Padre
Benedetto XVI ha richiamato a uno stile di vita più essenziale, come
espressione di “una disciplina fatta anche di rinunce, una disciplina del
riconoscimento degli altri, ai quali il creato appartiene tanto quanto a
noi che più facilmente possiamo disporne; una disciplina della
responsabilità nei riguardi del futuro degli altri e del nostro stesso
futuro” (Incontro con il clero di Bressanone, 6 agosto 2008)».
Nella diocesi ambrosiana le iniziative per la Giornata del creato saranno
coordinate, come da tradizione, dal
Consiglio delle Chiese cristiane di Milano. Quest’anno collaborerà
all’organizzazione anche il
Centro documentazione mondialità, che da qualche tempo è il
rappresentante ambrosiano della
Rete interdiocesana nuovi stili di vita, un coordinamento costituitosi
all’inizio del 2007 per iniziativa di alcuni uffici pastorali diocesani
impegnati nella promozione dei nuovi stili di vita di cui fanno parte
attualmente 24 diocesi.