L’impegno dei Concezionisti del beato padre Monti a favore dell’istruzione e della formazione di futuri professionisti. L’attestato avrà valore non solo
in Albania, ma anche
in tutti gli Stati dell’Ue
27.02.2009di
Saverio CLEMENTI
C’è un’Italia sommersa che instaura rapporti internazionali, trasferisce
il proprio patrimonio culturale, prepara generazioni di professionisti e
unisce i popoli tra loro. A operare in questa direzione è l’Università
Nostra Signora del Buon Consiglio (Nsbc) di Tirana, fondata nel 2004 dalla
congregazione religiosa “Figli dell’Immacolata Concezione”, del beato
padre Luigi Monti, che ha la sua casa madre a Saronno. Venerdì 13
febbraio, presso l’aula magna dell’università, a Tirana, si è tenuta la
cerimonia di consegna dei diplomi di laurea “congiunta” ai primi 98
giovani che hanno terminato il loro ciclo di studi. Si è trattato di un
avvenimento di notevole portata poiché, per la prima volta nella storia di
quel Paese, l’attestato avrà valore non soltanto in Albania, ma anche in
tutti gli Stati dell’Unione europea. Ciò è reso possibile dagli stretti
legami che la Nsbc ha con alcuni atenei italiani. Tra questi: la facoltà
di farmacia di Milano; medicina, odontoiatrica, infermieristica e
fisioterapia di Roma Tor Vergata; economia aziendale e scienze politiche
di Bari; un master di area finanziaria con l’ateneo di Bologna.
A
sottolineare l’eccezionalità dell’avvenimento, alla consegna dei diplomi
di laurea erano presenti, oltre al rettore Paolo Ruatti, i responsabili
delle università italiane collegate, le massime autorità dell’Albania,
rappresentanze diplomatiche, religiose e imprenditoriali. In tutti la
consapevolezza di un evento che accomuna il Paese delle Aquile all’Europa
ancor prima della sua piena integrazione nell’Ue.
Il carisma della congregazione
«L’attività didattica viene effettuata in lingua italiana - spiegano i
vertici dell’ateneo -, grazie al fatto che la lingua del Bel Paese è molto
conosciuta e non solo per effetto delle televisioni che entrano da tempo
nelle case di tutti gli albanesi. Bisogna anche considerare che oltre 400
mila emigrati vivono in Italia e che una forte tradizione storica lega i
due Paesi». Nel corso degli anni il progetto del complesso
ospedaliero-universitario di Tirana ha visto il sostegno di istituzioni ed
enti, a partire dalla Cei con i fondi dell’8 per mille. Si sono poi
aggiunte la Regione Lombardia, la Provincia autonoma di Trento e
l’Associazione Pro Balcani. Per non parlare poi dei molti docenti delle
università italiane (oltre 450) che in questi anni, a puro titolo di
volontariato, hanno fatto lezione agli studenti della Nsbc.
L’iniziativa si colloca a pieno titolo nel solco del carisma della
congregazione fondata dal beato padre Luigi Monti. Il religioso, figlio
della terra ambrosiana, nacque a Bovisio Masciago nel 1825 e morì a
Saronno, dove è sepolto, nel 1900. È stato elevato alla gloria degli
altari il 9 novembre 2003 da Giovanni Paolo II nel corso di una solenne
cerimonia in piazza San Pietro. La congregazione è presente in 20 Paesi
del mondo e ha in Italia importanti attività, tra le quali: Istituto
Dermopatico Immacolata, Elea, Nerviano Medical Sciences, Editrice Monti.
La presenza in Albania risale al 1993, dove ha gestito per un anno un
campo profughi per i kosovari vittime della guerra. Ha inoltre aperto tre
centri sanitari (poliambulatorio, odontoiatria e riabilitazione) e ha in
costruzione una struttura ospedaliera.