Anno 5  n. 02/2009
da Sabato 17
dicembre
a Venerdì
23 gennaio
 
Settimanale registrato presso
il Tribunale
di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
 
CHIESA & DIOCESI
Nella città dell’uomo
sulle orme di Lazzati
 
Costituito a Milano il Comitato per il centenario
della nascita (22 giugno 1909) del Servo di Dio
che, dopo l’internamento in un lager, fu padre
costituente della Repubblica, direttore de “L’Italia”
e rettore dell’Università Cattolica
13/01/2009

In vista del centenario della nascita di Giuseppe Lazzati (22 giugno 1909), si è costituito a Milano un apposito Comitato per predisporre iniziative in grado di dare adeguato rilievo all’evento. Vi fanno parte rappresentanti della famiglia Lazzati, della Fondazione “Giuseppe Lazzati”, dell’Associazione “Città dell’uomo”, dell’Associazione culturale “Giuseppe Lazzati”, dell’Azione Cattolica Ambrosiana, dell’Ambrosianeum e alcuni professori dell’Università Cattolica.

A breve si pensa di presentare il quadro completo delle iniziative in cantiere (cerimonie di suffragio, convegni, seminari, pubblicazioni). L’occasione sembra propizia per tentare una recensione su scala nazionale delle attività in programma a livello di diocesi, gruppi di Ac, centri e associazioni di cultura locali, fogli ecclesiali e non, e dei vari gruppi, associazioni, centri culturali intitolati al professor Lazzati o comunque sensibili all’eredità del suo pensiero (le informazioni utili in proposito vanno inviate a centenariolazzati@gmail.com).

«Giuseppe Lazzati è stato senza dubbio una delle figure più autorevoli del laicato cattolico italiano del Novecento. Uomo fedele nel servizio alla Chiesa, ma libero, ha mostrato per l’intero corso della sua vita uno straordinario carisma di educatore di coscienze giovanili»: Luciano Caimi, presidente di “Città dell’uomo”, associazione fondata da Lazzati, ricorda alcuni tratti della figura del professore, a lungo impegnato nella realtà ecclesiale e culturale italiana.

«In lui fu costante la tensione, unita al fattivo impegno, per una crescita dei laici cristiani in “maturità”, cioè in consapevolezza della propria vocazione, da interpretare innanzitutto come dedizione responsabile e competente alle “realtà temporali” (famiglia, lavoro, cultura, politica ecc.), per “ordinarle secondo Dio” (Lumen Gentium, 31)».

«Di fede adamantina e di moralità integerrima - aggiunge Caimi -, Lazzati non esitò, da ufficiale degli Alpini, a rifiutare le compromissioni con la Repubblica Sociale Italiana, ben conoscendo il prezzo da pagare per una simile scelta: la deportazione nei lager tedeschi».

«La molteplicità dei compiti da lui svolti (dall’insegnamento universitario di Letteratura cristiana antica all’attività politica - fu membro dell’Assemblea Costituente e parlamentare nella prima legislatura -, dalla direzione del quotidiano cattolico L’Italia alla carica di Rettore dell’Università Cattolica...) può essere unificata intorno a un’idea conduttrice, via via precisatasi nell’articolazione dei suoi significati e implicanze: il servizio, pur sotto diverse forme, all’edificazione della città dell’uomo, a misura d’uomo. Per questo gravoso, ma affascinante impegno, Lazzati reputava indispensabile il ruolo dei laici cristiani, ruolo da assolvere, fra l’altro, in ossequio ai criteri di laicità e di dialogo nel pluralismo».

Il presidente di “Città dell’uomo” conclude: «Ricordare, a cento anni dalla nascita, la figura e la lezione lazzatiana significa confrontarsi con l’eredità di una testimonianza e di un pensiero in grado ancora oggi d’illuminare evangelicamente il cammino del laicato e, più in generale, della comunità ecclesiale, sempre insidiato dallo spirito di adattamento alle logiche mondane del potere, dell’avere, del piacere».
Giuseppe Lazzati con il cardinale Karol Wojtyla

Chi era

Nato a Milano il 22 giugno 1909, da giovane si segnalò per lo straordinario servizio apostolico-educativo reso come presidente della Gioventù Cattolica ambrosiana negli anni 1934-’43. Laureatosi in Letteratura cristiana antica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, professò questo insegnamento presso il medesimo ateneo. Nel 1939, con l’incoraggiamento del cardinale Schuster, diede vita al Sodalizio “Milites Christi” (poi Istituto Secolare “Cristo Re”).
Ufficiale degli Alpini, dopo l’8 settembre 1943, avendo rifiutato il giuramento alla Repubblica Sociale Italiana, fu deportato nei campi di concentramento tedeschi. Nei quasi due anni di prigionia diede una limpida testimonianza cristiana e svolse un’indefessa attività di animazione culturale e spirituale dei compagni di sventura. Dopo la guerra, per circa otto anni accettò di essere direttamente coinvolto nell’attività politica: membro dell’Assemblea Costituente (1946-’47) e parlamentare dal 1948 al 1953.
Durante l’episcopato milanese di Giovanni Battista Montini, fu dal presule incaricato di molte diaconie, fra le quali la direzione del quotidiano cattolico L’Italia (1961-’64). Cantore appassionato come pochi del Concilio Vaticano II, si prodigò per la diffusione dei suoi insegnamenti specialmente in tema di missione e responsabilità dei laici, argomento che lo appassionò per tutta la vita.
Nel 1968, in piena contestazione, venne nominato rettore dell’Università Cattolica. Mantenne l’incarico per cinque mandati consecutivi, sino al 1983. La passione educativa costituì un tratto distintivo della sua testimonianza. Dedicò molte energie soprattutto al servizio di accompagnamento vocazionale dei giovani.
Deceduto a seguito di male incurabile il 18 maggio 1986, riposa presso l’Eremo di San Salvatore sopra Erba (Como). È in corso il processo di canonizzazione. Chiusa la fase diocesana (14 maggio 1996), la causa segue ora il previsto iter presso la competente Congregazione ecclesiastica romana.

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