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| Tejesol, una speranza per il futuro |
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A Huacho l'Arcivescovo ha inaugurato
la sede di un'associazione nata su iniziativa
dei fidei donum ambrosiani per creare
occupazione. Dopo la processione
con la statua della Virgen del Carmen,
inaugurato anche il nuovo centro
pastorale di Manzanares |
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21/07/2008
di don Umberto BORDONI
Un sogno oggi finalmente si realizza. L'
associazione Tejesol Huacho, nata per iniziativa dei nostri Fidei donum
nel 2004 per offrire occupazione attraverso la lavorazione artigianale
del giunco, inaugura questa mattina la sua nuova sede, in una delle
vie centrali della città.
Il Cardinale, come di rito,
taglia i due nastri che incorniciano l'ingresso ed entra nel negozio per
la benedizione. Sulle mensole, ben allineati e variopinti, si
alternano ornamenti, borse, oggetti per la casa tutti realizzati a mano
con il giunco. Sul fondo anche alcuni arredi: poltrone, stuoie, divani.
Grazie all'aiuto di alcuni nostri gruppi per la cooperazione missionaria e
l'economia solidale, l'associazione in questi anni e' cresciuta e
attualmente assicura un posto a una cinquantina di lavoratrici. Si
legge uno senso di serenità e fierezza nello sguardo di queste donne, che
si volgono con speranza al loro futuro, mentre posano con l'Arcivescovo
per la foto ufficiale.
Nella
parrocchia Gesù Divin Maestro si presentano al Cardinale i gruppi di
catechesi famigliare, dell'infanzia missionaria e dei preadolescenti,
poi si sale in auto sulla collina di Manzanares, che domina la città.
Il quartiere, in larga espansione, è uno dei più poveri di Huacho:
le baracche si ammassano sull'altura polverosa guadagnado terreno di anno in
anno. Sulla piazza del quartiere, davanti alla bandiera peruana e al
monumento civico, la gente attende il Cardinale per l'accoglienza
ufficiale, con gli studenti in divisa, le parole di benvenuto e una danza
festosa.
Gli edifici che costeggiano la piazza, tutti in
muratura, conservano un aspetto ancora dignitoso. Ma appena oltre ecco
spuntare i tetti rabberciati delle baracche. Qui arrivano gli
immigrati della Sierra in miserevoli condizioni. La prima tappa
abitualmente è l'ospitalità in casa di qualche conoscente. Giusto il tempo
di occupare un fazzoletto di terra e rimediare qualche parete di stuoia
per accamparsi qui a Manzanares. Non c'è nemmeno l'acqua, se non quella
non potabile e razionata di alcune fontanelle pubbliche, che occorrerebbe
almeno bollire...
Il Cardinale, accompagnato dalla banda e dai
presenti, si avvia a piedi verso la cima della collina, ove sorge la
chiesa quasi terminata di San José di Manzanares. Nella ideazione
e realizzazione della nuova cappella, a forma di piramide come gli antichi
templi precolombiani, c'è molto della Diocesi di Milano, ma essa
appartiene decisamente a questa gente, che chiede almeno un luogo degno e
santo in cui invocare Dio e riconoscersi come popolo.
Dalla cima
della collina la vista si allarga sulla distesa della città, sul porto con
le imbarcazioni al largo raccolte una accanto all'altra, sui due golfi che
si protendono verso l'oceano pacifico. La luce del sole vince l'abituale
grigiore invernale e la vista diviene magnifica, ma nulla toglie al
desolante spettacolo della baraccopoli che si estende di giorno in giorno
sui declivi del deserto.
Da un altra via ecco arrancare per
l'ultima salita ed entrare nella cappella, lenta e ondeggiante, la
processione con la statua della Virgen del Carmen: ora la Messa può
iniziare. Tre consacrate delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di
Maria, un istituto fondato a Parma, hanno scelto di vivere in cima a
Manzanares: la loro casa, in mezzo quelle dei poveri, si leva come un
faro di umanità e speranza sopra un mare polveroso di stuoie. Sono loro a
presidiare questa parte di Parrocchia di Gesù Divin Maestro.
Nel pomeriggio il Cardinale inaugura e benedice, di fronte alla loro
abitazione, il nuovo centro pastorale: Casa Betania. Qui troveranno
spazio le aule per il doposcuola dei ragazzi e la formazione cristiana
delle nuove generazioni, e una casa per l'ospitalità dei giovani volontari
della Caritas Ambrosiana e della Diocesi di Parma che dal prossimo agosto
verranno per l'animazione del quartiere.
A Gesù Divin Maestro ci
sono ancora i cresimandi che attendono di conoscere l'Arcivescovo,
hanno quindici anni e, a guardare come si vestono e si atteggiano, poco
cambia rispetto ai nostri adolescenti: sono figli della globalizzazione.
Nel tardo pomeriggio il Cardinale riprende i colloqui personali coi Fidei
donum: è venuto anzitutto per questo. E non manca di ripeterlo più
volte.
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| Il Cardinale Tettamanzi con la presidente del Comitato "pro templo", Diora Santos, e la presidente del comitato centrale del AA.HH. San José de Manzanares, Ana Alvarado.
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| La piazza di Manzanares, uno dei quartieri più poveri di Huacho |
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Il card. Tettamanzi inaugura Casa Betania, il nuovo centro pastorale |
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