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Dai quartieri degradati all’incontro coi Fidei donum |
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Giovedì 17 a Huacho è iniziato con la visita del cardinale Tettamanzi ai bambini disabili |
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18/07/2008
di don Umberto BORDONI
La giornata del Cardinale inizia a Hualmay, una dei quartieri piu'
degradati della citta' di Huacho, vicino alla costa del Pacifico.
Dell'oceano si sente solo un vago odore di salsedine, intorno si vede una
distesa polverosa costellata di assembramenti di edifici, i piu' non
finiti con i ferri che escono dalle pareti di mattoni a vista in attesa di
aggiungere qualche pezzo. Una delle costruzioni piu' nuove, fresca
di intonaco e con un dipinto della santa sopra la porta di ingresso, e' il
Centro di educazione di base "Santa Rosa del Los Huachos". Una istituzione
nata nel 2002 per opera di un nostro fidei donum, don Luciano Garlappi, e
destinata all'accoglienza di bambini e ragazzi diversamente abili. Sono
una cinquantina i piccoli che ogni mattina vengono ospitati dal centro, ma
per l'occasione sono stati invitati un centinaio di amici dai collegi
vicini. La festa per il Cardinale e per il Vescovo di Huacho che
vengono in visita e' grande. I volti, i balli, i doni semplici dei bambini
riempiono di commozione. L'opera, affidata alla parrocchia di Hualmay
e condotta dalle Suore Ancelle della Divina Provvidenza, conta ora ad
accrescere i suoi spazi per aumentare la possibilita' di accoglienza,
soprattutto estendendola all'intera giornata. Le foto piu' belle - certo
solo dopo quelle dei volti dei bimbi - ritraggono il sorriso del
Cardinale, con indosso la corona di fiori di carta preparata dai piccoli
del Centro.
Prima di raggiungere la Cattedrale il programma
prevede ancora, a pochi passi dal centro citta', la benedizione della
Scuola dell'infanzia parrocchiale "Nostra Signora dell'Annunciazione di
Huacho", finalmente ricostruita dopo l'ultimo terremoto. Nella
lunga e stretta striscia di cortile i bambini sono ordinatamente seduti
sui due lati, con la loro bella divisa. Anche qui le danze, la preghiera,
la cura premurosa delle consacrate, il volto soddisfatto del parroco e
quel vassoio di crocifissi, tutti nuovi di bottega, che benedetti
dall'Arcivescovo vengono portati nelle varie aule.
Con un po' di
ritardo sulla tabella di marcia inizia in Cattedrale, verso le 11 e mezza,
la conferenza del Cardinale sul sacerdozio e la vita consacrata in S.
Ambrogio. Sono presenti tutti sacerdoti della diocesi (alcuni della Serra,
la parte di Diocesi abbarbicata sulle Ande anche sopra i 4000 metri, sono
dovuti partire prima dell'alba per partecipare all'incontro), le religiose
e i seminaristi. L'Arcivescovo legge in castigliano il testo che ha
preparato per l'occasione e che omaggia a ciascuno con un opuscolo. La
totale e indivisa appartenenza del sacerdote a Cristo, sua unica eredita',
sigillo del cuore e della vita, cosi' come sant'Ambrogio la presenta,
riesce a distanza di secoli a incantare i presenti. Le domande seguono
numerose, l'Arcivescovo non manca di rispondere con semplicita' e
saggezza, fino alla preghiera santambrosiana che chiude l'incontro:
"Cristo e' tutto per noi".
Un pranzo fraterno nel
salone Paolo VI attende tutti presenti: nei discorsi di rito tutte le zone
della diocesi e le presenze significative di vita consacrata trovano voce
e riconoscimento. Si chiude cosi' la parte del viaggio piu' ufficiale,
riservata ai festeggiamenti della Diocesi per il suo cinquantesimo. Nel
pomeriggio, presso il "patio" di Gesu' Divin Maestro, l'Arcivescovo
incontra in riunione plenaria tutti i fidei donum di Milano, sacerdoti
e laici, per un primo momento di conoscenza, presentazione della
situazione e apertura d'animo sulle sfide della missione.
Alle
19.00 la celebrazione solenne della Santa Messa, presente anche il vescovo
Antonio Santarsiero, riempie la Chiesa Parrocchiale di Gesu' Divin
Maestro. Non mancano alla serieta' composta e lieta della liturgia le
antiche danze rituali presentate dai bambini della scuola materna. Il
Cardinale si ferma al termine della celebrazione per salutare e benedire
sulla fronte tutti i presenti. Nel salone e' poi il momento della
festa, in cui la parrocchia rende grazie per i suoi 25 anni di vita e per
la presenza dei fidei donum di Milano. Sono i laici del Consiglio
pastorale a condurre la serata, presentare la parrocchia al Cardinale con
un bel plastico artigianale creato per l'occasione e illustrare poi le
tappe e i capitoli del progetto pastorale attraverso un video che ritrae
volti e momenti significativi per la comunita'.
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