24/04/2008
di Norberto VALLI
membro della
Congregazione del Rito ambrosiano
In vista dell’ormai
prossima pubblicazione del nuovo Lezionario ambrosiano si rende noto lo
schema delle letture contenute nel Libro primo, che accompagnerà la
celebrazione del Mistero dell’Incarnazione, nelle sue diverse
scansioni.
Si noterà anzitutto la rinnovata impostazione
del tempo di Avvento. Nella successione delle domeniche la liturgia
si fa eco dell’aspirazione di Israele e dell’intero creato alla salvezza,
riproponendo le parole dei profeti fino a Giovanni Battista. Le
prime cinque domeniche assumono dunque una titolatura che offre una
chiave interpretativa dei testi proposti alla meditazione dei fedeli.
Rispetto al Lezionario finora utilizzato, non sfuggirà la collocazione alla
quarta domenica dei brani relativi all’ingresso messianico di Gesù in
Gerusalemme. In tal modo si recupera in pienezza un elemento della
tradizione ambrosiana nel suo preciso contesto. L’itinerario
culmina nella celebrazione dell’Incarnazione del Signore, che dà il nome
alla sesta domenica di Avvento, più comunemente indicata come
Divina Maternità della Beata Vergine Maria.
La
ridefinizione della domenica successiva alla festa di San Martino quale
punto di riferimento per l’inizio dell’Avvento comporta che
periodicamente la vigilia di Natale possa cadere in un giorno domenicale.
Questa ulteriore domenica, rispetto alle sei di Avvento, ha un
ordinamento di letture specifico.
La seconda articolazione
del Libro primo è costituita dalle feste natalizie. Meritano
attenzione, in modo particolare, le messe vigiliari del Santo Natale e
dell’Epifania. In vista di una loro celebrazione completa, il
Lezionario propone le quattro pericopi anticotestamentarie con i loro
salmelli, oltre all’epistola e al Vangelo. L’auspicio è che
l’unica solenne Eucarestia, prevista nel rito ambrosiano nelle Grandi Vigilie,
sia opportunamente sottolineata nella prassi pastorale delle nostre
comunità.
Dopo la festa del Battesimo di Gesù, il rito
romano inizia il tempo per annum, che si interrompe con la
Quaresima per riprendere dopo Pentecoste. Il nuovo Lezionario
ambrosiano preferisce connotare le settimane seguenti l’Epifania
dispiegando i misteri concentrati in questa solennità. La memoria
del Battesimo al Giordano in essa contenuta ha trovato già da tempo una
sua riproposizione nella prima domenica dopo l’Epifania.
In
coerenza con questo dato, si è stabilito di conferire di nuovo al segno
epifanico di Cana il giusto rilievo, ogni anno, nella seconda domenica.
E, parimenti, il miracolo dei pani, cantato nell’inno vespertino
dell’Epifania, è proposto, nelle sue diverse redazioni, alla terza
domenica, quando non coincide con la festa della Santa Famiglia. Le
successive domeniche, celebrate o meno, in base alle esigenze di
calendario, prevedono l’ulteriore approfondimento del significato della
manifestazione di Cristo nella sua signoria divina sul creato e sulla vita
dell’uomo.
A modulare il passaggio al tempo di
Quaresima saranno sempre la domenica detta “della divina clemenza” e la
domenica “del perdono”, nelle quali, contemplando la
misericordia di Dio e la sua disponibilità a perdonare, ciascun fedele
sarà aiutato a prepararsi in modo adeguato all’intensità dei giorni
quaresimali.Sui Vangeli della Resurrezione, che arricchiscono ogni
vigilia domenicale, si avrà modo di tornare.