Incrocinews - settimanale online della Diocesi di Milano
Anno 4  n. 14/2008
da Sabato 5
a Venerdì
11 Aprile
Settimanale registrato presso
il Tribunale
di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
 
MILANO & LOMBARDIA
La Chiesa ambrosiana e i rom
 
A Milano e nell’immediato hinterland sono presenti e attive diverse associazioni del Terzo Settore nell’aiuto e nel sostegno della popolazione rom
e sinti (stimata tra le 4mila e le 6mila persone), soprattutto quelle di matrice ecclesiale
03/04/2008

di Silvio MENGOTTO

I rom e sinti presenti in Lombardia sono stimabili attorno alle 13mila unità. La maggiore concentrazione di rom e sinti si trova a Milano; le stime oscillano tra le 4mila e le 6mila persone. Sono stati individuati 45 campi di cui 11 autorizzati. La Regione Lombardia ha approvato nel 1989 una legge a tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi (Lg. Reg. 77/1989). Tuttavia la legge non è più dotata di alcuna copertura finanziaria.

Nell’autunno del 2006 il Comune di Milano ha approvato un piano strategico per affrontare l’emergenza rom anche attraverso “un patto di socialità e legalità”. Il piano strategico del Comune affida l’attuazione effettiva del patto al Terzo Settore. Con delibera del 29 giugno 2007 il Comune ha affidato la gestione sociale e il coordinamento delle aree del campo ricostruito di via Triboniano alla Fondazione Casa della Carità.

Sul territorio cittadino sono presenti e attive diverse associazioni del Terzo Settore nell’aiuto e nel sostegno della popolazione rom, soprattutto quelle di matrice ecclesiale.


Caritas Ambrosiana
L’organismo ecclesiale gestisce dal 1999 il campo rom di via Novara e da aprile 2007 quello di via Sesia a Rho.

Campo di via Novara è un insediamento storico, autorizzato dal Comune dopo uno sgombero. Attualmente èoccupato da circa 230 persone provenienti dai Balcani. Caritas è impegnata nel campo con 10 operatori (una responsabile di progetto, un coordinatore dell’equipe adulti, una coordinatrice dell’equipe minori, un’assistente sociale, un’insegnante pedagogista, tre educatori, due supervisori) coordinati con personale amministrativo e di segreteria. Il lavoro delle figure professionali copre le seguenti aree: giuridica e di gestione del campo, socio-sanitaria e rapporti con il territorio. Nel corso degli anni, hanno avuto un notevole sviluppo i progetti rivolti ai minori presenti al campo: supporto scolastico, organizzazione di attività di animazione, uscite culturali sul territorio di Milano e fuori (si rimanda al sito www.caritas.it). I progetti per i minori hanno usufruito di fondi della Comunità europea e oggi di fondi privati. Da segnalare il progetto “Scuola di donne. Un’integrazione possibile”.

Campo di Rho. All’apertura del campo di via Sesia a Rho ha collaborato l’area Rom di Caritas Ambrosiana nel quale sono accolte per l’integrazione famiglie rom avviata dal Comune di Rho all’inizio del mese di aprile. Gli abitanti sono 67 provenienti dalla ex-jugoslavia. Le figure professionali coinvolte sono sette.


Fondazione Casa della Carità
La Fondazione Casa della Carità è stata in prima linea in tutte le principali situazioni di emergenza che hanno riguardato i rom. Casa della Carità ha offerto la propria disponibilità alle istituzioni nell’affrontare le emergenze sociali scaturite dallo sgombero di via Caporizzuto (giugno 2005), di via Ripamonti (14 dicembre 2006), l’incendio al campo di via Triboniano (31 dicembre 2006), lo sgombero di via San Dionigi (il 5 settembre 2007).

Via Triboniano. In particolare, oggi la Casa della carità gestisce per conto del Comune il campo rom più grande di Milano quello di via Triboniano che ospita 580 persone (più della metà minori), suddivise in tre sottocampi contigui. La Casa della carità è presente con i propri operatori e volontari per sviluppare, insieme alle famiglie, progetti personalizzati di accompagnamento all’integrazione culturale e all’autonomia lavorativa e abitativa oltre che coordinare l’inserimento scolastico dei minori.

Via Idro. Nel campo regolare di via Idro, la Casa della carità è attualmente presente per supportare le famiglie rom e sinte di origine istriana (Slovenia-Croazia) che vi abitano (circa 130 persone) per la gestione sociale del campo. Le attività riguardano l’accompagnamento educativo e formativo, l’orientamento al lavoro e la mediazione socio-culturale.

Ceas-Parco Lambro. Il piccolo villaggio solidale della Casa della carità al Ceas-Parco Lambro èluogo di ospitalità temporanea per l’accoglienza di famiglie rom rumene in condizioni di emergenza abitativa dove poter sviluppare progetti di inclusione sociale finalizzati al raggiungimento dell’autonomia abitativa e reddituale delle famiglie. Nelle casette prefabbricate (non ci sono roulotte) sono ospitate 80 persone. Da qui sono transitate le famiglie sgomberate dal campo di via Capo Rizzuto (luglio 2005), quelle allontanatesi dalla tendopoli di Opera (marzo 2007, già sgomberate da via Ripamonti nel novembre 2006) e sgomberate dal campo di via San Dionigi (settembre 2007).

Casa della carità (via Brambilla). La Casa della carità può ospitare nella sua struttura di via Brambilla circa 100 persone. Di queste, attualmente, 30 persone sono rom (reduci dallo sgombero del campo di via San Dionigi, settembre 2007). Inoltre, dal novembre 2007 la Casa della carità ospita ulteriori 45 persone rom (sempre reduci dallo sgombero del campo di via San Dionigi) in una casetta prefabbricata appositamente installata in un cortile della struttura di via Brambilla.

Alle 865 persone che la Casa della carità oggi segue occorre aggiungere un altro centinaio di persone che in questi anni sono state aiutate dalla Casa della carità per raggiungere l’autonomia e intercettate a seguito dei vari sgomberi che ci sono stati a Milano (via Capo Rizzuto, via Ripamonti-Opera, via San Dionigi) Queste famiglie vivono in appartamenti, lavorano regolarmente, i minori vanno a scuola e possono essere considerate perfettamente integrate.

Tra le esperienze più significative, citiamo: La Banda del villaggio: formazione musicale composta da musicisti rom (ex abitanti del campo di via Capo Rizzuto) che si esibiscono in tutta Italia tenendo concerti e partecipando a kermesse, festival e rassegne. La cooperativa Impresa etica sociale che si occupa della costruzione e della ristrutturazione di bancali e pallet avviando all’occupazione persone svantaggiate , in particolare rom (ex abitanti del campo di via San Dionigi), con l’obiettivo di promuovere la cultura del lavoro contrattuale e legale.


Associazione Nocetum

L’associazione è stata un punto di riferimento del campo non autorizzato di via San Dionigi. In particolare ha svolto un servizio di doposcuola e accompagnamento per 35 bambini dai 2 ai 14 anni. Ha organizzato corsi di italiano e consulenza familiare per 30 donne. L’attività è stata svolta da due operatrici stipendiate e una ventina di volontari dal febbraio 2006 al luglio del 2007 fino ad esaurimento dei fondi ottenuti anche attraverso un bando della Fondazione Cariplo.


Comunità di Sant’Egidio
La comunità segue attraverso una decina di volontari circa 190 rom, di cui 150 persone provenienti dall’ex Jugoslavia di fede musulmana e un gruppo di 40 persone provenienti dalla Romania di religione ortodossa. Entrambi i gruppi vivono in campi abusivi a Milano. L’attività consiste in un’azione di accompagnamento scolastico per i minori, legale per gli adulti e sanitario per le famiglie.


Padri Somaschi
Sino allo sgombero di pochi giorni fa, erano attivi nel campo abusivo di Bovisa e di via Bacula (cavalcavia viale Jenner) complessivamente occupati da 350 persone. Sono impegnati 15 volontari e tre operatori. Offrono interventi igienico sanitari e di accompagnamento dei minori nelle scuole.


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