A Milano e nell’immediato hinterland sono presenti e attive diverse associazioni del Terzo Settore nell’aiuto e nel sostegno della popolazione rom e sinti (stimata tra le 4mila e le 6mila persone), soprattutto quelle di matrice ecclesiale
03/04/2008
di Silvio MENGOTTO
I rom e sinti
presenti in Lombardia sono stimabili attorno alle 13mila unità.
La maggiore concentrazione di rom e sinti si trova a Milano; le stime
oscillano tra le 4mila e le 6mila persone. Sono stati individuati 45
campi di cui 11 autorizzati. La Regione Lombardia ha approvato nel 1989
una legge a tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie
tradizionalmente nomadi e seminomadi (Lg. Reg. 77/1989). Tuttavia la
legge non è più dotata di alcuna copertura finanziaria.
Nell’autunno del 2006 il Comune di Milano ha approvato un piano
strategico per affrontare l’emergenza rom anche attraverso “un patto di
socialità e legalità”. Il piano strategico del Comune
affida l’attuazione effettiva del patto al Terzo Settore. Con
delibera del 29 giugno 2007 il Comune ha affidato la gestione sociale e il
coordinamento delle aree del campo ricostruito di via Triboniano alla
Fondazione Casa della Carità.
Sul territorio cittadino
sono presenti e attive diverse associazioni del Terzo Settore
nell’aiuto e nel sostegno della popolazione rom, soprattutto quelle di
matrice ecclesiale.
Caritas Ambrosiana
L’organismo ecclesiale gestisce dal 1999 il campo rom di via Novara e da
aprile 2007 quello di via Sesia a Rho.
Campo di via Novara è un insediamento storico, autorizzato dal
Comune dopo uno sgombero. Attualmente èoccupato da circa 230 persone
provenienti dai Balcani. Caritas è impegnata nel campo con 10 operatori
(una responsabile di progetto, un coordinatore dell’equipe adulti, una
coordinatrice dell’equipe minori, un’assistente sociale, un’insegnante
pedagogista, tre educatori, due supervisori) coordinati con personale
amministrativo e di segreteria. Il lavoro delle figure professionali
copre le seguenti aree: giuridica e di gestione del campo, socio-sanitaria
e rapporti con il territorio. Nel corso degli anni, hanno avuto un
notevole sviluppo i progetti rivolti ai minori presenti al campo: supporto
scolastico, organizzazione di attività di animazione, uscite culturali sul
territorio di Milano e fuori (si rimanda al sito
www.caritas.it). I progetti per i minori hanno usufruito di fondi della
Comunità europea e oggi di fondi privati. Da segnalare il progetto “Scuola
di donne. Un’integrazione possibile”.
Campo di Rho.All’apertura del campo di via Sesia a Rho ha
collaborato l’area Rom di Caritas Ambrosiana nel quale sono accolte per
l’integrazione famiglie rom avviata dal Comune di Rho all’inizio del mese
di aprile. Gli abitanti sono 67 provenienti dalla ex-jugoslavia. Le
figure professionali coinvolte sono sette.
Fondazione Casa della Carità La Fondazione Casa della
Carità è stata in prima linea in tutte le principali situazioni di
emergenza che hanno riguardato i rom. Casa della Carità ha offerto la
propria disponibilità alle istituzioni nell’affrontare le emergenze
sociali scaturite dallo sgombero di via Caporizzuto (giugno 2005), di via
Ripamonti (14 dicembre 2006), l’incendio al campo di via Triboniano (31
dicembre 2006), lo sgombero di via San Dionigi (il 5 settembre 2007).
Via Triboniano.In particolare, oggi la Casa della
carità gestisce per conto del Comune il campo rom più grande di Milano
quello di via Triboniano che ospita 580 persone (più della metà minori),
suddivise in tre sottocampi contigui. La Casa della carità è presente
con i propri operatori e volontari per sviluppare, insieme alle famiglie,
progetti personalizzati di accompagnamento all’integrazione culturale e
all’autonomia lavorativa e abitativa oltre che coordinare l’inserimento
scolastico dei minori.
Via Idro.
Nel campo regolare di via Idro, la Casa della carità è attualmente presente
per supportare le famiglie rom e sinte di origine istriana
(Slovenia-Croazia) che vi abitano (circa 130 persone) per la
gestione sociale del campo. Le attività riguardano l’accompagnamento
educativo e formativo, l’orientamento al lavoro e la mediazione
socio-culturale.
Ceas-Parco Lambro.
Il piccolo villaggio solidale della Casa della carità al
Ceas-Parco Lambro èluogo di ospitalità temporanea per l’accoglienza di
famiglie rom rumene in condizioni di emergenza abitativa dove poter
sviluppare progetti di inclusione sociale finalizzati al
raggiungimento dell’autonomia abitativa e reddituale delle famiglie. Nelle
casette prefabbricate (non ci sono roulotte) sono ospitate 80 persone.
Da qui sono transitate le famiglie sgomberate dal campo di via Capo Rizzuto
(luglio 2005), quelle allontanatesi dalla tendopoli di Opera (marzo 2007,
già sgomberate da via Ripamonti nel novembre 2006) e sgomberate dal campo
di via San Dionigi (settembre 2007).
Casa
della carità (via Brambilla). La Casa della carità può
ospitare nella sua struttura di via Brambilla circa 100 persone. Di
queste, attualmente, 30 persone sono rom (reduci dallo sgombero del
campo di via San Dionigi, settembre 2007). Inoltre, dal novembre 2007 la
Casa della carità ospita ulteriori 45 persone rom (sempre reduci dallo
sgombero del campo di via San Dionigi) in una casetta prefabbricata
appositamente installata in un cortile della struttura di via Brambilla.
Alle 865 persone che la Casa della carità oggi segue occorre aggiungere un
altro centinaio di persone che in questi anni sono state aiutate dalla
Casa della carità per raggiungere l’autonomia e intercettate a seguito dei
vari sgomberi che ci sono stati a Milano (via Capo Rizzuto, via
Ripamonti-Opera, via San Dionigi) Queste famiglie vivono in
appartamenti, lavorano regolarmente, i minori vanno a scuola e possono
essere considerate perfettamente integrate.
Tra le esperienze
più significative, citiamo: La Banda del villaggio: formazione
musicale composta da musicisti rom (ex abitanti del campo di via Capo
Rizzuto) che si esibiscono in tutta Italia tenendo concerti e
partecipando a kermesse, festival e rassegne. La cooperativa Impresa
etica sociale che si occupa della costruzione e della ristrutturazione
di bancali e pallet avviando all’occupazione persone svantaggiate
, in particolare rom (ex abitanti del campo di via San Dionigi), con
l’obiettivo di promuovere la cultura del lavoro contrattuale e legale.
Associazione Nocetum L’associazione è stata un punto di
riferimento del campo non autorizzato di via San Dionigi. In particolare
ha svolto un servizio di doposcuola e accompagnamento per 35 bambini
dai 2 ai 14 anni. Ha organizzato corsi di italiano e consulenza
familiare per 30 donne. L’attività è stata svolta da
due operatrici stipendiate e una ventina di volontari dal febbraio 2006 al
luglio del 2007 fino ad esaurimento dei fondi ottenuti anche attraverso un
bando della Fondazione Cariplo.
Comunità di Sant’Egidio La comunità segue
attraverso una decina di volontari circa 190 rom, di cui 150 persone
provenienti dall’ex Jugoslavia di fede musulmana e un gruppo di 40 persone
provenienti dalla Romania di religione ortodossa. Entrambi i gruppi
vivono in campi abusivi a Milano. L’attività consiste in un’azione di
accompagnamento scolastico per i minori, legale per gli adulti e sanitario per
le famiglie.
Padri Somaschi
Sino allo sgombero di pochi giorni fa, erano attivi nel campo abusivo di
Bovisa e di via Bacula (cavalcavia viale Jenner)
complessivamente occupati da 350 persone. Sono impegnati 15 volontari e
tre operatori. Offrono interventi igienico sanitari e di accompagnamento
dei minori nelle scuole.