Alla Fondazione due incontri per riflettere e avanzare proposte, soprattutto in merito alla presenza dei cattolici

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Dopo il voto del 4 marzo, tra incertezze e novità del quadro politico-istituzionale, sembra acquisito che i singoli cattolici si ritrovino in diverse appartenenze partitiche, ma pare abbiano smarrito il criterio per capire dove stiano andando, cosa i loro comportamenti trasmettano, in che misura e con quali implicazioni di etica individuale e collettiva incidano nella convivenza. È come se fede e politica, Buona Novella e arte di governare la polis fossero diventate estranee e indifferenti l’una all’altra. Una perdita di radici? Un cambio d’epoca? Un respiro corto? Una condivisione acritica di uno smarrimento collettivo? Un contagio psichico del virus dell’indifferenza che mina socialità, rapporti, struttura dell’umano? Di certo una realtà complessa di cui prendere atto, ma da non subire, né sottovalutare.

La Fondazione Ambrosianeum intende riflettere sulla responsabilità civile che nasce dall’essere cristiani e che dovrebbe animare la dimensione sociale e politica, senza esaurirsi in essa. Lo fa insieme ad Acli, Città dell’uomo, Azione Cattolica, In Dialogo – Cultura e Comunicazione e Fondazione Giuseppe Lazzati. In pluralità di istanze, funzioni e sensibilità, ma protèsi verso mete comuni, alla ricerca di recuperare uno stile di dialogo fraterno, reciprocità, servizio all’insopprimibile prossimità.

La proposta si traduce in due incontri nella sede di via delle Ore 3 a Milano, con questo programma:

mercoledì 13 giugno (ore 19.30): «L’irrilevanza dei cattolici in politica: disimpegno o frammentazione?»; introduce Marco Garzonio (presidente Ambrosianeum), intervengono Anna Scavuzzo (vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano) e Guido Formigoni (docente di Storia contemporanea allo Iulm di Milano);

lunedì 25 giugno (ore 19.30): «Lo spartiacque del 4 marzo: radici, scenari, prospettive»; introduce Marco Garzonio (presidente Ambrosianeum),intervengono Lucrezia Reichlin (docente di Economics alla London Business School) ed Enzo Balboni (già Docente di Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano).

La proposta di uno spazio aperto a coloro che vogliono pensare e capire se parlare di “bene comune” ha ancora un significato, se rischiare un pezzo del proprio tempo e della propria vita per la dimensione politica ha tutt’oggi un senso, può generare speranza e non solo frustrazione, rabbia, sfogo, parole in libertà, magari insulti via web; se vale la pena tornare alla parola ragionata, al vis-à-vis, alle competenze, alla umiltà dei punti di vista che discutono rispettosamente, senza mai squalifiche, nella consapevolezza che da posizioni argomentate, vissute con coerenza e coraggio nasce una sintesi credibile e costruttiva.

Info: tel. 02.86464053; info@ambrosianeum.org; www.ambrosianeum.org

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