15.03.2017

La Giornata diocesana di spiritualità, proposta a tutte le famiglie ambrosiane nelle sette Zone pastorali, è in programma domenica 2 aprile sul tema «Una famiglia accogliente» (in allegato il programma con le sedi). Ogni incontro sarà guidato da un sacerdote e una coppia di sposi che proporranno una meditazione e alcuni spunti di confronto personali e di coppia. A introdurre il tema della riflessione sarà il testo evangelico di Luca 9, 43b-50.

«Alla luce dei tanti messaggi e indicazioni offerte dalla esortazione Amoris laetitia, e della particolare sottolineatura dell’Arcivescovo sul tema della “famiglia come soggetto di evangelizzazione” - spiegano i responsabili del Servizio per la famiglia Michela e Luigi Magni e don Luciano Andriolo -, pare importante sostenere e accompagnare il cammino delle famiglie, nel loro sforzo quotidiano di incarnazione dell’amore cristiano, attraverso la testimonianza di “stili di vita” evangelici».

Nella Chiesa ambrosiana la sottolineatura sugli “stili di vita” ha preso più consistenza (nella proposta del Servizio per la famiglia, della Pastorale sociale e della Caritas Ambrosiana) soprattutto a partire dai temi connessi a Expo. «A seguito di quell’evento e in concomitanza con la celebrazione del Sinodo dei Vescovi - proseguono i responsabili diocesani -, per la Festa della famiglia 2015 si era posto l’accento sulla “cura delle relazioni”, ripreso poi nella successiva Giornata di spiritualità. Con la stessa modalità, nel 2016, era stato proposto il tema dell’imparare a “perdonare e ricevere perdono”».

In continuità con l’ultima Festa della famiglia, la Giornata di spiritualità intende perciò riprendere il tema dell’accoglienza, con il desiderio di aiutare le coppie e le famiglie a riscoprire il significato e il valore di questo “stile” tipicamente evangelico (richiamato anche dal messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, “L’altro è un dono”), che deve caratterizzare la famiglia cristiana.

La ragione della scelta del brano evangelico di Luca, concludono i responsabili diocesani, «sta nell’invito esplicito che Gesù fa ai suoi discepoli, a fare dell’accoglienza lo “stile distintivo” del discepolo, applicandolo a ciò che è piccolo, fragile, indifeso. La famiglia è il luogo “tipico” in cui la piccolezza, la fragilità anagrafica, fisica, morale, spirituale sono di casa, è quindi il luogo privilegiato dove poter imparare uno stile evangelico».

Iscrizioni on line (in allegato).