18.07.2014

C’è chi paga i voucher per piccoli lavori di manutenzione nelle case degli anziani del quartiere; chi finanzia borse lavoro e tirocini in azienda; chi distribuisce aiuti economici direttamente; chi invece utilizza le offerte dei parrocchiani per acquistare i generi alimentari da ridistribuire con i pacchi viveri.

Il Fondo Famiglia Lavoro voluto dalla Diocesi ha sollecitato le parrocchie a creare tanti piccoli Fondi locali. Le risorse raccolte dai parroci nelle comunità ecclesiali sono destinate a finanziare una grande varietà di iniziative di solidarietà, segno della vivacità e anche dell’inventiva di cui sono capaci i fedeli quando fanno del bene al loro prossimo.

Fino a oggi una prima ricerca ha individuato 74 progetti dei quali 44 avviati o riavviati dopo il rilancio del Fondo Famiglia Lavoro voluto dall’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. Le risorse mobilitate da queste iniziative (solo una parte di quelle effettivamente esistenti in diocesi) sono state pari a 1.240.416 euro. Una somma significativa ridistribuita sul territorio alle famiglie in difficoltà attraverso vari modi.

Il più comune è l’aiuto diretto (47 progetti): le risorse servono per aiutare le persone a fare fronte alle difficoltà immediate, come pagare le bollette, la rata del mutuo, il canone di affitto. Altre 17 iniziative, invece, mutuano le logiche di funzionamento del Fondo Famiglia Lavoro dell’ultimo periodo. I contributi raccolti fra i donatori vengono impiegati per finanziare tirocini, borse lavoro, l’emissione di voucher per piccole attività lavorative, i micro-crediti per l’avvio di piccole iniziative economiche.

Questa grande ricchezza di proposte ha suggerito alla Curia di affidare a Caritas Ambrosiana un censimento. Il frutto di questa indagine confluirà in un vademecum sulle buone prassi realizzate dalle parrocchie sull’esempio del Fondo Famiglia Lavoro. Il libro sarà diffuso a settembre fra i responsabili dei distretti del Fondo diocesano e diventerà così anche uno strumento di lavoro.