20.02.2017

In occasione della Quaresima 2017, il Centro Pime di Milano (via Mosè Bianchi 94) propone una serie di incontri sul tema della relazione e del dono, perché «per la strada fianco a fianco / siamo molto più di due...». Ecco il calendario

Mercoledì 8 marzo, ore 21: «Artigiani di pace e fratellanza» (cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui - Centrafrica).

Sembrava impossibile, eppure ci è riuscito: papa Francesco ha realizzato il miracolo di andare ad aprire la Porta Santa del Giubileo straordinario della Misericordia in uno dei Paesi più poveri e feriti al mondo: la Repubblica Centrafricana. E, ulteriore segno di attenzione, vicinanza e incoraggiamento a quel popolo martoriato e alla sua Chiesa, ha voluto fare cardinale l’arcivescovo della capitale Bangui, che aveva accolto il Pontefice nel novembre del 2015. «Sarò cardinale per i poveri e per la riconciliazione. Non sono stato chiamato a essere cardinale per quello che io sono. Sono stato chiamato per il nostro Paese»: così si era espresso monsignor Dieudonné Nzapalainga, il più giovane (49 anni) tra i cardinali creati da Papa Francesco nell’ultimo Concistoro. «È dopo una grave crisi che il Papa è venuto nel nostro Paese. Ed è ancora dopo che si sono scatenate nuove violenze che il Papa mi ha promosso a cardinale. Quello che voglio dirvi - ha detto rivolgendosi alla sua gente - è che c’è un Dio dei poveri».

Con il presidente delle Chiese evangeliche e l’imam di Bangui, il cardinale è anche uno dei leader della Piattaforma di dialogo interreligioso. Insieme stanno dando un segnale forte circa la possibilità di un dialogo tra le differenti religioni e di un lavoro comune per il bene di tutti. Per questo suo impegno, la Piattaforma ha ricevuto anche il prestigioso “Premio Sergio Vieira de Mello 2015” ed è diventata oggi uno dei principali attori della riconciliazione del Paese. Il cardinale Nzapalainga porterà la sua testimonianza a Milano, dove viene per la prima volta e dove incontrerà anche il cardinale Scola. Al Pime condividerà l’impegno tenace, faticoso e spesso doloroso di riportare il suo Paese sui binari della pace.

Purtroppo, nelle ultime settimane, in diverse parti del Centrafrica, sono ripresi scontri e violenze che hanno preso di mira la popolazione inerme e diverse strutture della Chiesa e delle missioni. Il difficile percorso di sviluppo e riconciliazione intrapreso dopo la visita del Papa a fine 2015 e le elezioni del febbraio 2016 sta conoscendo oggi una fase molto difficile e tormentata. Che vede tuttavia come infaticabile e coraggioso protagonista proprio l’arcivescovo di Bangui, che continua a dare una straordinaria testimonianza personale e di Chiesa al fianco della popolazione martoriata, con gesti concreti di vicinanza e solidarietà. Un esempio di risposta umanitaria, ma anche morale e di fede, a una crisi che continua a ferire la popolazione del suo Paese nel corpo e nell’anima.

Mercoledì 15 marzo, ore 21: «La vita accanto. O delle relazioni (in)sensate» (Mariapia Veladiano, scrittrice e teologa).

Una grande scrittrice capace di sondare i segreti dell’anima e di sviscerare con la sua prosa coinvolgente le infinite sfumature delle relazioni: di coppia o parentale, tra adolescenti o col trascendente. Mariapia Veladiano è vicentina, laureata in Filosofia e Teologia, felicemente insegnante di lettere per più di vent’anni e ora preside a Vicenza. E, appunto, raffinata scrittrice. Resa famosa dal suo primo intenso e sorprendente romanzo, La vita accanto (Einaudi, vincitore del Premio Calvino 2010 e secondo al Premio Strega 2011), ha continuato a esplorare, con il suo stile originale, storie quotidiane eppure universali; storie d’amore e di lotta contro il male; storie di dialogo con Dio e con se stessi.

Mercoledì 22 marzo, Serata speciale Martiri Missionari: ore 18, Santa Messa in ricordo dei martiri missionari e in particolare di padre Salvatore Carzedda, a 25 anni dall’uccisione; donazione della “Croce del martirio” dell’artista Giovanna Dejua, cugina di padre Carzedda; ore 21, «Fino alle estreme conseguenze» (testimonianze in ricordo di padre Carzedda e dei martiri missionari del Pime nelle Filippine, con Giorgio Licini, Paolo Nicelli e Giulio Mariani, missionari del Pime che hanno vissuto nelle Filippine e conosciuto padre Carzedda; video-testimonianza di padre Sebastiano D’Ambra, fondatore di Silsilah, gruppo di dialogo interreligioso a Mindanao)

Mercoledì 29 marzo, ore 21: «Il miracolo della maternità» (Sara Foschi, volontaria, membro della Comunità Papa Giovanni XXII, in Bangladesh per 12 anni con minori disabili).

«Maternità per me significa prendersi cura della vita che il Signore ti affida». Sara Foschi ha 37 anni, non è sposata e non è madre naturale. Ma è madre autentica di tanti figli che ha incontrato lungo la sua strada in Bangladesh. Una strada disseminata di molti “sì”. Sì alla vita. Come racconta in questo articolo di Mondo e Missione. I suoi sono tutti “figli” molto speciali, e per questo bisognosi di amore e cure altrettanto speciali. Sono bambini abbandonati, scartati o disprezzati. Spesso disabili e dunque doppiamente penalizzati: dall’handicap e dallo stigma. Due di loro, in particolare, sono diventati parte integrante della vita di Sara: Shibu, che aveva quasi due anni e pesava meno di due chili, segnato da pesante disabilità e grave malnutrizione; e poi Maruf, che ha un lieve ritardo mentale e un grande cuore. È diventato l’altro figlio, ma soprattutto il fratello che Shibu non ha mai avuto. Con loro due - e per rispondere a un bisogno di Shibu che rischiava la vita - Sara è tornata in Italia, dopo dodici anni in Bangladesh. Di nuovo nella sua città, Bellaria, nel Riminese. Con la sua piccola famiglia bangladese e con la famiglia d’origine. E tanti amici intorno. Oltre ai membri della Comunità Papa Giovanni XXIII di cui è entrata a far parte molti anni fa. Per continuare a vivere la sua speciale maternità.

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