16.03.2017

Un martire del dialogo islamo-cristiano, ucciso in una terra di frontiera come l’isola filippina di Mindanao. Cioè proprio in quel Sud-Est asiatico dove l’Isis - sotto pressione a Mosul e a Raqqa - sta cercando oggi di mettere nuove radici. È il profilo di padre Salvatore Carzedda, missionario del Pime di origine sarda, di cui quest’anno ricorrono i venticinque anni dalla morte. Ed è proprio a partire dalla grande attualità del suo messaggio che il Pime di Milano ha scelto di porre la sua figura al centro di una serata speciale in programma mercoledì 22 marzo presso la sede di via Mosé Bianchi 94.

L’evento vuole essere un modo per vivere a Milano la Giornata dei martiri missionari che da alcuni anni, per iniziativa di Missio Giovani, viene celebrata in Italia in prossimità del 24 marzo, anniversario della morte di Oscar Arnulfo Romero, l’Arcivescovo di San Salvador ucciso dagli squadroni della morte mentre celebrava l’Eucaristia e beatificato due anni fa da papa Francesco. In quest’occasione il Pime vuole ricordare padre Carzedda e con lui tutti gli altri 18 suoi missionari che hanno dato la vita per l’annuncio del Vangelo dal 1850 - anno della fondazione dell’Istituto - fino a oggi. Nato a Bitti (Nuoro) nel 1943, missionario nelle Filippine dal 1977, padre Carzedda fu ucciso il 20 maggio 1992 mentre tornava in auto da un seminario sul dialogo tenuto davanti a un gruppo misto di musulmani e cristiani per iniziativa del movimento locale Silsilahla catena», nome simbolico che parla di un’unità più forte di ogni barriera).

La serata del 22 marzo prevede due momenti: alle 18 verrà celebrata una Messa per tutti i martiri del Pime nella chiesa di San Francesco Saverio (ingresso da via Monte Rosa). Nel corso della celebrazione l’artista Giovanna Dejua, cugina di padre Carzedda, donerà la «Croce del martirio», un’opera che rimarrà a Milano come segno in memoria del missionario ucciso. Alle 21 è poi in programma l’incontro «Fino alle estreme conseguenze» con testimonianze in ricordo di padre Carzedda e degli altri confratelli uccisi nelle Filippine proposte da Giorgio Licini, Paolo Nicelli e Giulio Mariani, missionari del Pime che hanno vissuto nel Paese. Direttamente da Zamboanga vi sarà inoltre una video-testimonianza di padre Salvatore D’Ambra, anche lui amico e confratello di padre Carzedda, che in quel contesto ne continua ancora oggi l’opera attraverso il movimento Silsilah, tuttora punto di riferimento per l’incontro tra cristiani e musulmani in una terra avvelenata da un lungo conflitto. Per chi desidera partecipare a entrambi i momenti è possibile fermarsi al Pime per una cena quaresimale sobria, nello stile della condivisione.