Volti, incontri, storie sull'antica via che porta alla cattedrale dove si venerano le reliquie dell'apostolo Giacomo, in Galizia. Quarta tappa: Leon - Sarria (188 km).

Foto e testo di Chiara DE CARLI

Sant 6

Oggi sono arrivata a Sarria, ciò significa che domani mattina inizierò a percorrere gli ultimi 100 chilometri che mi separano da Santiago. È passato poco meno di un mese, da quando iniziai il cammino in Saint Jean Pied de Port, in realtà mi sembra di camminare da quasi un anno. La vita del cammino appare molto concentrata, quello che accade qui, assume connotati che ti potranno essere utili nel corso della vita quotidiana.

Questa settimana l’argomento su cui ho riflettuto è stata la fiducia. Il pellegrino ogni giorno si sveglia, e, ancora in preda al sonno, si veste, indossa le scarpe, si carica lo zaino sulle spalle e parte alla ricerca della “flecha amarilla”. Tuttavia, nessuno si pone il dubbio che la strada tracciata possa essere sbagliata, ognuno di noi si fida di chi ha disegnato il percorso e cammina perseguendo la propria meta: Santiago. Questo mi ha fatto meditare sul fatto fondamentale dell’avere fiducia in se stessi, pur sapendo che quando questa caratteristica non ti appartiene pienamente, puoi solamente riceverla da Dio.

Di questo ho parlato con Massimo, un uomo di 54 anni, arriva da Roma. Lo ho incontrato un giorno, in cui ho scelto di camminare da sola e fermarmi a Hospital de Obrigo, priva della mia solita compagnia. Lo conosco nella cucina dell’albergue parrocchiale. Lui il cammino ha deciso di intraprenderlo in bicicletta e mi racconta che ogni giorno è come se ricevesse degli incarichi da portare a termine. Ha appena finito dirmelo, quando l’ospitaliero dell’albergue varca la soglia della cucina e gli affida un paio di pantaloni. Li dovrà portare a un pellegrino che li ha dimenticati, in un paese a 50km da lì.  Mi narra poi della sua conversione, di come abbia compreso come l’Amore di Dio, sia la chiave per tutto. «Prima mi rifugiavo nella droga, nell’alcool, ora ho capito che senza l’Amore tutto si rompe».

Come già ho scritto in precedenza nel corso del Cammino di Santiago è raro incontrare qualcuno che non porti con sé una storia, un peso, una preoccupazione. Ma non c’è da preoccuparsi, perché il Cammino ti dona anche le persone giuste, quelle che ti aiuteranno a crescere, a formarti, a migliorarti nel corso di questa metafora intensa della vita.

Personalmente, questa settimana di cammino è una tra quelle che più mi ha entusiasmato. Mi ha emozionato il pezzo che mi ha portato fino ad Astorga. Lungo il percorso, ho incontrato un corridorio pieno di Croci incastonate al momento dai pellegrini di passaggio. Dopo la cittadina , la strada si è mostrata in salita, ma, dopo la tappa a Foncebadón, ci ha condotto in uno dei posti più coinvolgenti di tutto il Camino Francés: la Cruz de Hierro. Qui ogni pellegrino usa deporre un sasso, portato da casa, come simbolo della propria fatica, delle proprie tribolazioni. Lo si mette ai piedi della Croce, come atto di fiducia, rivolto nei confronti del Padre.

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