Presenze carismatiche non parallele o “supplenti”, ma inserite a pieno titolo e in modo originale nella “pluriformità nell’unità”. Se ne parlerà alla Facolta teologica nell’ultima giornata di studio sulla vita consacrata in un tempo di riforma

di monsignor Paolo MARTINELLI
Vescovo ausiliare e Vicario episcopale per la Vita consacrata maschile

«Siete poche, siete quelli che siete, andate nelle periferie, andate ai confini a incontrarvi col Signore, a rinnovare la missione delle origini, alla Galilea del primo incontro, tornare alla Galilea del primo incontro». Con queste parole papa Francesco nel Duomo di Milano, lo scorso 25 marzo, si è rivolto alla Vita consacrata presente sul territorio ambrosiano. Quasi a voler fare eco a quelle indicazioni, sabato 20 maggio, presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (vedi programma allegato), avrà luogo l’ultima giornata di studio dedicata alla vita consacrata in un tempo di riforma.

Il tema è uno di quelli “caldi”: quale pastorale per la vita consacrata oggi? Come vivere oggi la missione delle origini? Si arriva a questo tema dopo aver affrontato nel primo incontro il contesto ecclesiale e sociale in cui la vita consacrata si sviluppa, oppure si ripensa, rivedendo presenze e opere. Nel secondo incontro, il vicario episcopale per l’evangelizzazione e i sacramenti, monsignor Pierantonio Tremolada, partendo da una riflessione di carattere biblico sul senso ecclesiale dei carismi, ha mostrato come la condivisione della spiritualità di un istituto di vita consacrata nella Chiesa particolare non possa che arricchire la stessa vita dei consacrati e fecondare la comunità ecclesiale. A conferma di quanto affermato, il secondo intervento, di padre Francois Bustillo, frate conventuale e vicario episcopale di Narbonne, ha presentato la testimonianza della vita consacrata in Francia, in un contesto di forte secolarizzazione, mostrando come proprio gli elementi della propria spiritualità siano la prima risorsa per intercettare il nuovo desiderio di comunione e di spiritualità, presente nella società.

Su queste basi verrà affrontato il terzo tema, forse più complesso: quale presenza della vita consacrata nella pastorale diocesana? Ci fanno da guida le indicazioni dell’arcivescovo Angelo Scola sulla necessità di una pastorale che sappia valorizzare e integrare tutte le presenze carismatiche significative sul territorio, secondo la felice formula della pluriformità nell’unità. Esse non vanno considerate come realtà parallele rispetto alla diocesi, tanto meno di mera supplenza. Realtà di vita consacrata nelle parrocchie, nelle scuole, nel mondo delle povertà, della sanità, fino alle forme più laicali di inserimento nelle condizioni comuni del vivere sono modalità originali con cui lo Spirito Santo anima la Chiesa per attuare quella «conversione pastorale» di cui si parla in Evangelii Gaudium.

Di tutto ciò si discuterà in Facoltà teologica nella mattinata di sabato 20 maggio insieme a monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale e noto studioso di pastorale, suor Azia Ciairano, del Consiglio regionale dell’Usmi, e la dottoressa Mariella Malaspina, responsabile generale di un istituto secolare. Un tale confronto non riguarda certo unicamente la vita consacrata, ma tutti coloro che hanno a cuore la missione pastorale della Chiesa.

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