22.02.2016

«La Via Misericordiae è l’unica iniziativa giubilare di Milano città». A dirlo è monsignor Carlo Faccendini, Vicario episcopale della Zona 1, che fin dall’ottobre scorso ha lanciato l’idea nata da un confronto con i Decani della città. L’appuntamento per tutti i milanesi è venerdì 4 marzo, alle 20.30, presso la Basilica di Sant’Ambrogio, per una Veglia itinerante guidata dal cardinale Angelo Scola dal titolo «Chi è questo uomo che perdona?». Le tappe previste sono tre: piazza Sant’Ambrogio, piazza San Vittore e piazza Filangieri, davanti al carcere. «Abbiamo deciso di organizzarla con San Vittore, per una ragione importante: vogliamo pregare per i carcerati», dice Faccendini. Ma c’è anche un altro motivo: «Vogliamo far conoscere il cammino giubilare che molti detenuti hanno deciso di compiere dall’interno dell’istituto di pena».

Il testo evangelico che farà da filo conduttore alla Veglia è quello della peccatrice perdonata (Lc 7, 36-50) e sarà accompagnato dai commenti scritti dai detenuti di San Vittore. «Rispetto ai loro testi - assicura il Vicario episcopale - ci siamo limitati a un lavoro redazionale, salvaguardando il più possibile i contenuti e la modalità espressiva molto diretta ed efficace. Io li ho trovati bellissimi: anche quello scritto dalle detenute che si riconoscono nella figura di questa donna straordinaria».

Tutto è partito dal brano in cui il fariseo mette in guardia Gesù rispetto alla donna che ha di fronte. «Anche i detenuti sentono molto il giudizio su di loro da parte dei familiari, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro - spiega don Marco Recalcati, cappellano a San Vittore -. Abbiamo scelto questo brano in cui la donna peccatrice è giudicata male, ma compie gesti d’amore: lava con le sue lacrime i piedi di Gesù, li asciuga con i capelli, li bacia e li cosparge di olio profumato. Anche i peccatori sanno compiere gesti d’amore».

A commentare il brano del Vangelo di Luca sono stati i detenuti di tre reparti di San Vittore: il Clinico, il Femminile e quello che ospita persone con dipendenze di droga o alcol. «Abbiamo fatto un incontro con loro e letto il testo - spiega il cappellano -, poi i detenuti si sono raccontati e ora le loro riflessioni sono contenute nel libretto che sarà utilizzato venerdì sera». Ne è uscito un itinerario in tre tappe: «È una peccatrice», «Gesti d’amore di una peccatrice» e «Lo sguardo che libera».

«La stessa sera, dalle 18 alle 19, i detenuti di San Vittore anticiperanno ciò che poi celebreremo fuori - continua don Recalcati -. Momenti come questi per noi sono molto importanti perché aiutano i detenuti a riflettere sulla Parola di Dio. Dalla sofferenza, dalla fatica, dallo smarrimento e dal desiderio di Dio escono riflessioni sempre molto belle e vere che fanno bene a loro, ma anche a noi».

«La Veglia si concluderà in piazza Filangieri con l’intervento del Cardinale e la sua benedizione - dice ancora monsignor Faccendini -. Accoglieremo anche la lampada della misericordia che esce dal carcere (accesa l’8 dicembre quando a San Vittore si è aperto l’Anno Santo, ndr) e che ci viene idealmente consegnata dai detenuti».

Al termine della serata saranno consegnate a tutti i presenti tre preghiere scritte dai carcerati di Opera, Bollate e San Vittore: sarà un segno forte di condivisione, anche nella fede, che accomuna credenti dentro e fuori le mura.

«Non si può mancare a un appuntamento di preghiera così importante - conclude monsignor Faccendini -. L’abbiamo proposta a tutta la città in un venerdì di Quaresima, per avere la presenza dell’Arcivescovo e con il desiderio che si inserisse nel programma quaresimale di ogni comunità». La Veglia è anche pensata nel contesto della “24 ore per il Signore” nella Basilica di Sant’Eustorgio: l’adorazione eucaristica continua, dalle 17 del 4 alle 17 del 5 marzo, che comprende anche la preghiera notturna del venerdì.