In un dibattito in Curia evidenziato il contributo specifico da apportare per includere pienamente i fedeli di diverse culture e Nazioni nella vita delle comunità ecclesiali

di monsignor Paolo MARTINELLI
Vescovo ausiliare e Vicario episcopale 

suor Elsy Torres Carrasco
suor Elsy Torres Carrasco

Chiesa daVenerdì 23 febbraio si è svolto in Curia arcivescovile un incontro a cui sono stati invitati i membri degli Istituti di Vita consacrata maschile e femminile, in particolare i superiori locali. Il tema dell’incontro verteva sulla responsabilità della Vita consacrata nel Sinodo minore indetto dall’arcivescovo Mario Delpini e che ha come titolo “Chiesa dalle genti”. Lo scopo del Sinodo minore è formalmente quello di riscrivere il La Chiesa delle genti, IV capitolo del Sinodo 47mo (1995) dedicato alla “pastorale degli esteri”. Sostanzialmente la Chiesa di Milano si interroga su come ripensare la propria azione pastorale, considerando le migliaia di fedeli provenienti da altre culture e da altre Nazioni, arrivate ormai alla seconda e terza generazione, presenti stabilmente nella nostra diocesi.

Durante l’incontro monsignor Luca Bressan, presidente della Commissione di coordinamento del Sinodo minore, ha presentato il documento preparatorio nei suoi passaggi fondamentali. Inoltre, sono state presentate le diverse tracce per la discussione suddivise per le diverse tipologie di fedeli. Ci si è soffermati in particolare sulla traccia appositamente preparata per la Vita consacrata.

Per aiutare i presenti ad approfondire le domande poste alla Vita Consacrata sul sinodo, è intervenuto padre René Manenti (scalabriniano), che ha evidenziato le strade che si offrono alla Vita consacrata per edificare sempre di più una Chiesa dalle genti, dove fedeli di diverse culture e Nazioni siano pienamente inclusi nella vita delle nostre comunità ecclesiali. Inoltre suor Elsy Torres Carrasco (Missionaria del Sacro Cuore di Gesù di Xalapaha) ha presentato l’esperienza del suo istituto di origine messicana, presente con cinque comunità nella nostra Chiesa e ormai pienamente inserite nella Pastorale diocesana. Infine don Charles Makanka (guanelliano) di origine congolese e da 5 anni parroco a Milano, ha condiviso la sua esperienza pastorale mostrando la particolarità di lavorare una comunità di vita religiosa internazionale.

L’invito è che le comunità e i singoli membri della Vita consacrata presenti sul territorio riflettano sulla traccia e facciano pervenire entro l’1 aprile alla Commissione di coordinamento (sinodo@diocesi.milano.it) proposte, problemi e questioni. Questo in vista della stesura dello strumento di lavoro che la stessa Commissione sinodale preparerà per il prosieguo della riflessione, al fine di giungere, attraverso i lavori del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano, alla elaborazione di linee pastorali per essere sempre di più “Chiesa dalle genti”. I membri della Commissione di coordinamento sono disponibili ad animare incontri nelle diverse comunità di Vita consacrata.

Essendo la Vita Consacrata impegnata in modi diversi nella vicinanza ai fedeli immigrati, ed essendo numerosi i consacrati e le consacrate provenienti da diversi Paesi e culture, che operano sul nostro territorio, la Chiesa di Milano si aspetta da essi un contributo qualificato.

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