Organizzato dalle Diocesi comasca e milanese, approfondirà i contenuti del Messaggio del Papa per la Giornata mondiale su fake news e giornalismo di pace. Intervengono Piercesare Rivoltella, Daniele Bellasio e Luca Sofri, contributi video di Giacomo Poretti e Chiara Giaccardi. Iscrizioni on line

di Enrica LATTANZI

fake news

«Non abboccare – Come e perché nascono le fake news»: questo il titolo della serata in programma giovedì 24 maggio, alle 21, presso il Cinema Astra di Como (viale Giulio Cesare 3).

L’incontro è promosso in occasione della 52ma Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (celebratasi domenica 13 maggio) ed è nato dalla collaborazione fra le Diocesi di Como e Milano, con l’organizzazione di Aiart Como (associazione di tutela e promozione per un corretto uso dei media, tradizionali e social), nell’ambito del progetto “Astra Hub – cinema e cultura in rete”, che con questo appuntamento avvia ufficialmente il suo calendario eventi. La serata, grazie alla nuova dotazione tecnologica del Cinema Astra, sarà trasmessa in diretta streaming ad alta definizione anche presso il Cinema Excelsior di Sondrio e la sala Ipogea di Morbegno (Sondrio).

“Fake news” e giornalismo di pace erano il cuore del Messaggio di papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni sociali: le false notizie che corrono in rete, ma non solo, e condizionano la vita quotidiana in un’epoca di iperconnessione. Partendo dalle provocazioni del Pontefice, la serata vedrà protagonisti giornalisti ed esperti di caratura nazionale: Piercesare Rivoltella, presidente del Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia) e docente dell’Università Cattolica di Milano; Daniele Bellasio, caporedattore esteri del quotidiano La Repubblica; Luca Sofri, direttore del giornale on line Il Post e autore del libro Notizie che non lo erano. La serata, proposta in un format innovativo, coinvolgente e fruibile, sarà arricchita dai contributi video esclusivi dell’attore Giacomo Poretti e di Chiara Giaccardi (antropologa della comunicazione), con le “incursioni” dei giovani studenti della Youth Bank, coordinati dal regista Paolo Lipari. Le redini della conduzione saranno nelle mani dell’attore Stefano Dragone.

«Le nostre diocesi – spiegano don Davide Milani e don Angelo Riva, direttori degli Uffici Comunicazioni sociali di Milano e di Como – hanno colto questa occasione per elaborare un percorso condiviso e pensato insieme su un tema così importante per l’oggi. Il mondo dei media chiede di essere abitato con intelligenza, poiché questi strumenti sono parte di noi, delle nostre esperienze, della vita quotidiana: il loro utilizzo consapevole chiama ciascuno alla responsabilità di essere fruitore attento e, al tempo stesso, creatore di contenuti veritieri». «Il problema della verità e del suo rapporto con l’informazione – dice Piercesare Rivoltella – è fondamentale in un tempo, il nostro, che è fatto di “notizie”. Non si tratta solo di una questione professionale del giornalista. È un argomento che investe il nostro vivere con gli altri e il nostro rapporto con la conoscenza».

«Papa Francesco, nel suo Messaggio, utilizza un’immagine efficace, quella del “serpente astuto”, per indicare la matrice di tutte le menzogne, che è la separazione, la frammentazione… Le fake news sono schegge impazzite che, prima di tutto, sono separate dalla verità». Ad affermarlo è Chiara Giaccardi, che aggiunge: «La verità non è mai in un singolo fatto. La verità è qualcosa di molto complicato. Le fake news sono la punta di un iceberg: non si possono neutralizzare se non si guarda prima al tipo di modello comunicativo a cui facciamo riferimento». Secondo Giaccardi non è sufficiente un neopositivismo 3.0 «basato sul fact checking, ovvero solo sulla verifica delle informazioni. Oggi, anche nella comunicazione, vale uno stile bellico, dove tutto è concesso. Ma la verità, lo ribadisco, è complessa e non si esaurisce nella ricerca di ciò che ci assomiglia».

Il “serpente astuto” ci fa abboccare alla trappola delle notizie manipolate perché «confida sulla natura triangolare del nostro desiderio – riprende Rivoltella -. Noi desideriamo secondo ciò che i nostri modelli desiderano. La logica del serpente è indirizzare il nostro desiderio non verso la verità, ma verso la nostra autoaffermazione». Quale l’antidoto? «Occorre lavorare sul pensiero critico e sulla responsabilità dei soggetti», risponde Rivoltella. La serata del 24 maggio, a Como, è un’occasione preziosa per farlo.

L’ingresso alla serata è libero con iscrizione
Altre info su www.astracinema.it.

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