4.02.2013

A due mesi dal lancio della seconda fase del Fondo famiglia-lavoro la macchina organizzativa è ormai a pieno regime. A gennaio si è concluso il primo ciclo di formazione rivolto agli operatori del Fondo. Agli appuntamenti hanno partecipato 500 persone, dunque pressoché tutti i volontari impegnati nei distretti, vale a dire gli sportelli sparsi nella Diocesi, dove chi ha perso il lavoro a causa della crisi, può rivolgersi per essere aiutato.

Un’adesione massiccia e forse anche superiore alle aspettative degli organizzatori, se si pensa che i volontari coinvolti nel rilancio del Fondo sono in gran parte gli stessi che hanno già partecipato alla prima fase e che dunque hanno alle spalle almeno tre anni di attività. Segno del bisogno diffuso fra chi è impegnato in prima linea anche da molto tempo di far compiere al Fondo un salto di qualità e, quindi, di superare la logica puramente erogativa che lo aveva caratterizzato fino ad ora.

La crisi, infatti, si è rivelata più lunga e tenace di quando ci si aspettava. Chi ne è stato colpito, non può farvi fronte solo con misure tampone. Proprio per questo la Diocesi di Milano, dopo aver affrontato la prima fase di emergenza, ha messo a disposizione nuove frecce all’arco degli operatori del Fondo, introducendo altri strumenti: il microcredito per chi intende aprire piccole attività autonome, la formazione professionale per chi vuole riqualificarsi, la consulenza d’impresa per chi deve salvare la propria azienda. In questo modo oltre all’elargizione di denaro a fondo perduto, i volontari potranno indirizzare gli utenti del Fondo verso nuovi percorsi e aiutarli non più soltanto a far fronte a un momento di difficoltà, ma a gettare le premesse per un recupero pieno della capacità lavorativa e di produrre reddito.

I nuovi principi del Fondo e le modalità di funzionamento sono illustrati in un video educational (in allegato nel box in alto a sinistra e su www.fondofamiglialavoro.it) che gli operatori potranno scaricare proseguendo così la formazione che hanno già ricevuto durante gli incontri.

Nel frattempo procede anche la raccolta fondi. Tra dicembre e gennaio sono stati raccolti quasi 150 mila euro. A questa cifra vanno aggiunti i 42 mila euro derivanti dall’operazione benefica «I regali del Cardinale», con la quale sono stati messi all’asta on line 150 oggetti preziosi e pezzi unici ricevuti in dono da Scola. Le offerte al Fondo si possono effettuare on line o tramite bonifico bancario. Un terzo delle donazioni sono state fatte con carta di credito. Tra queste oltre il 60% proviene da privati cittadini. Persone comuni che hanno contribuito con piccole somme.