Iniziativa delle Caritas lombarde che proseguono la loro attività nelle località colpite dai sismi del 2016: fino all’8 settembre, turni settimanali ad Amatrice, Borbona e Cittareale

di Francesco CHIAVARINI

Dopo i terremoti che nel 2016 colpirono il Centro Italia, in tanti si mobilitarono per portare soccorsi. A un anno di distanza, le dieci Caritas diocesane della Lombardia continuano a mantenere un filo diretto con quelle popolazioni e nelle prossime settimane organizzeranno campi di volontariato estivo.

L’iniziativa si intitola «Non siete soli» e prevede attività sul territorio, della durata di una settimana per ogni turno, dall’8 luglio all’8 settembre, nei Comuni di Amatrice, Borbona e Cittareale (diocesi di Rieti). Supportati dall’equipe di Caritas Lombardia, i volontari che aderiranno alla proposta si occuperanno di minori, anziani e famiglie.

Ad Amatrice, epicentro del sisma del 24 agosto, daranno il benvenuto alle 500 famiglie sfollate negli alberghi sulla costa marchigiana che faranno ritorno in paese proprio nelle prossime settimane per l’assegnazione delle prime case prefabbricate. A Borbona e Cittareale staranno accanto a quanti ancora vivono nelle roulotte e nei container.

«L’estate scorsa tantissimi volontari erano accorsi in questi Comuni – spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana e delegato regionale -. Ma la solidarietà è tanto più importante ora che l’attenzione mediatica si è affievolita. Per questo vogliamo stare vicino a coloro che qui sono rimasti e aiutarli a mantenere vivi questi centri, mandando ai tanti che ancora non hanno una sistemazione dignitosa un messaggio semplice: “Non siete soli”». In particolare i volontari, in gruppi di 24 persone, svolgeranno attività di animazione, organizzeranno escursioni per i più piccoli, coinvolgeranno gli anziani in laboratori, visiteranno le famiglie degli agricoltori sparse nelle frazioni e si renderanno disponibili per piccoli lavori manuali.

Nei prossimi giorni gli operatori di Caritas Ambrosiana convocheranno quanti si sono proposti nei mesi scorsi per valutare la loro disponibilità. Per le attività con i minori saranno selezionate persone tra i 18 e i 30 anni con esperienze di animazione e gioco con i bambini (per esempio farà curriculum la partecipazione come educatori agli oratori estivi); per l’attività con gli anziani e le famiglie saranno presi in considerazione candidati tra i 30 e i 60 anni, preferibilmente con precedenti esperienze di volontariato in parrocchia. I turni dei campi inizieranno il sabato e si concluderanno il sabato successivo.

La Caritas della Lombardia hanno sostenuto i terremotati oltre la fase di prima emergenza. A Natale hanno consegnato a 6 famiglie di Amatrice, 6 moduli abitativi. I nuclei famigliari beneficiari sono stati individuati tra quelli in situazione di maggior fragilità per danni abitativi e precarietà lavorativa. In alcuni casi si trattava di allevatori, che hanno scelto di non trasferirsi negli alberghi della costa per poter continuare a lavorare nelle loro aziende. In altre situazioni si trattava di anziani, che hanno preferito rimanere nei luoghi dove hanno vissuto tutta la vita o giovani famiglie che hanno deciso di restare per ricominciare.

Tra i progetti realizzati da Caritas Lombardia c’è l’allestimento in piazza Mazzini, nel cuore di Rieti, di una tendostruttura riscaldata dove è stata trasferita la Mensa dei Poveri di Santa Chiara, il cui edificio è stato gravemente lesionato dal terremoto. La mensa è rimasta sempre attiva, anche durante i primi giorni dell’emergenza, fungendo da dormitorio nei momenti più difficili subito dopo il sisma. Aperta 7 giorni su 7, offre la cena ogni sera a circa 70 persone ed è totalmente gestita da una squadra di volontari della Caritas di Rieti.

Nei centri maggiormente colpiti dal sisma è operativa l’attività di ascolto delle persone presenti, con particolare attenzione alle fasce più deboli. Accanto alla risposta ai bisogni primari, Caritas Lombardia sostiene le popolazioni colpite con contributi al reddito e forniture di beni e strumenti per favorire la ripresa delle attività economiche soprattutto nelle aree rurali. In alcune zone – come Arquata, Acquasanta e Montegallo – sono attive fin dai primi giorni dell’emergenza laboratori di doposcuola e animazione giovanile.

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