All’oratorio San Luigi di Tradate partita di calcio a 7 tra la Nazionale capitanata da Francesco Messori e una squadra di studenti del Biennio teologico. A seguire, a Venegono, preghiera, cena condivisa e serata di dialogo e testimonianze

di Ylenia SPINELLI

nazionale calcio amputati
La Nazionale di calcio amputati

Quella di sabato 10 marzo, all’oratorio San Luigi di Tradate, sarà una partita indimenticabile per i seminaristi che scenderanno in campo. Gli studenti del Biennio teologico si scontreranno infatti con la Nazionale Italiana Calcio Amputati, capitanata da Francesco Messori, ventenne di Correggio (Reggio Emilia), nato senza la gamba destra e con una grande passione per il pallone.

L’evento è inserito all’interno de “I sabati di Nicodemo”, collaudata proposta del Seminario rivolta a tutti i giovani della Diocesi, che potranno assistere alla partita di calcio a 7, con inizio alle 16. Alle 19 i giocatori si trasferiranno a Venegono, per condividere con i giovani ambrosiani e con tutta la comunità del Seminario un momento di preghiera, seguito dalla cena al sacco. Alle 20.45 la Nazionale Italia Calcio Amputati si presenterà e i giocatori porteranno la loro testimonianza di vita, prima ancora che sportiva. A moderare la serata sarà don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo Italiano.

Il primo a prendere la parola sarà Francesco Messori, che ha dato vita a questa bella realtà, unica in Italia. «L’idea di creare la squadra è nata dalla mia voglia di volermi confrontare sul campo con ragazzi che avessero il mio stesso problema – spiega in un’intervista rilasciata sul numero di marzo de La Fiaccola, la rivista del Seminario -; così ho aperto un gruppo su Facebook, dove ho raccolto tutte le adesioni da parte di ragazzi che, come me, nonostante la mancanza di un arto, avessero la passione per il calcio». Nel 2012 è nata la Nazionale Italiana Calcio Amputati, ufficializzata dal Csi. Nell’aprile del 2013 è stata disputata la prima amichevole internazionale in Francia. Da allora la Nazionale non ha mai smesso di allenarsi in vista di amichevoli, tornei internazionali e Mondiali (Messico 2014). Lo scorso ottobre la formazione azzurra, preparata dai tecnici Renzo Vergnani e Paolo Zarzana, ha partecipato ai primi Campionati europei classificandosi al quinto posto, che le è valso la possibilità di accedere ai Mondiali in programma nuovamente in Messico in ottobre.

«La rosa è composta da una ventina di giocatori, con storie ed età differenti e provenienti da più di dodici regioni d’Italia – aggiunge Messori -. I giocatori di movimento devono essere amputati a un arto inferiore, i portieri a uno superiore».

È incredibile la naturalezza con cui Messori parli del suo handicap, per lui It’s only one leg less (è solo una gamba in meno), come recita il tatuaggio che ha dietro il collo. «Ce l’ho ormai da tre anni e l’ho fatto per quelli che mi giudicano prima di conoscermi, pensando che sono un poverino – racconta -. Spero che ogni tanto qualcuno lo legga, potendosi rendere conto che per me avere una gamba in meno non è assolutamente un problema, anzi, ormai è diventata quella cosa che mi caratterizza e mi distingue».

Oggi, grazie allo sport, capitan Messori ha trovato la sua strada e ha permesso ad altri ragazzi privi di un arto di credere ancora nella vita e realizzare un sogno.

 

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