10.03.2017

Al Centro Eucaristico San Raffaele Arcangelo di Milano (via S. Radegonda, 5) riprendono gli incontri Pregare con arte, che per questo tempo di Quaresima hanno come tema la Passione di Cristo nelle vetrate del Duomo.

Si tratta di riflessioni e preghiere suggerite da immagini d’arte, pagine letterarie e brani musicali guidate dal rettore di San Raffaele Arcangelo, monsignor Domenico Sguaitamatti, in collaborazione con la comunità Suore Figlie della Chiesa e con il maestro Giuseppe Medagliani all’organo. Gli incontri si terranno al mercoledì, dalle ore 18 alle 19, nei giorni 15 marzo, 29 marzo, 5 aprile.

Contemporaneamente ha luogo un’esposizione di opere dell’artista Nemesio Svampa su temi quaresimali e pasquali ispirati a riflessioni di papa Francesco, intitolata Al sepolcro. Fino al 22 aprile 2017. Orari: da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 18.30; sabato dalle 15.30 alle 18.30 (domenica chiuso).

Lo stesso artista espone anche all’Archivio Diocesano di Milano (via san Calimero, 13) un similare percorso dal titolo: Notte veramente gloriosa. Fino al prossimo 24 marzo: da lunedì a venerdì, ore 9.15-12.30 e 14-18.

Tutto ciò rientra nell’ambito del programma “Arte e fede” promosso da anni dall’Ufficio Beni Culturali col patrocinio della diocesi di Milano.

«Anche tu “Al sepolcro”: se ti ha spinto solo la casualità, la curiosità, la ricerca di un’emozione semplicemente estetica rivedi i tuoi passi», scrive monsignor Sguaitamatti come introduzione alla mostra. «Sei sul “sentiero dell’anima”: non chiederti “che cosa rappresentano”, ma “a quale attimo del Mistero di Dio mi accompagnano”. Sei sul “sentiero della “bellezza”: non cedere al banale giudizio di un piacere o di un rifiuto superficiali, ricerca il riflesso di quel “Bello Assoluto” che incanta e che salva. Sei sul “sentiero dell’Amore”: frena la mente e gioca il tuo cuore. Lasciati sorprendere da queste nove luminose “Epifanie” che ti danno la gioia di vedere “oltre”, di contemplare “dentro” questo “Mistero di Amore” di un Dio che per te ha dato tutto, “fino alla fine” e che a te chiede semplicemente il coraggio di accoglierlo».