3.03.2017

Un momento molto importante e desiderato, che segnerà in profondità la vita della città e della Chiesa Ambrosiana; un incontro che già vive nella gioia e nell’emozione dell’attesa: il prossimo 25 marzo, Papa Francesco sarà a Milano! E come tutti i successori di Pietro giunti in città, anche Francesco entrerà in Duomo, nel segno di un legame che attraversa il tempo: domus di tutti i fedeli ambrosiani, dimora di tutti i cittadini milanesi, ma anche di tutti coloro che abitano la bellezza del Monumento all’ombra della Madonnina, simbolo della città nel mondo.

È un’attesa fervente che attraversa le molte attività – e non solo di cantiere – che la Veneranda Fabbrica del Duomo sta approntando per accogliere il Santo Padre, offrendogli il proprio lavoro quale dono.

In preparazione alla visita del Papa, raccogliendo l’invito formulato dalla Veneranda Fabbrica e dal Capitolo Metropolitano, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, per la prima volta sarà presente in Duomo la Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Questa formazione è il coro personale del pontefice ed è la più antica formazione corale del mondo ancora in attività. La Cappella Sistina, com’è usualmente chiamata in modo brevior, si esibirà eccezionalmente in Duomo giovedì 23 marzo 2017 alle ore 19.30, diretta da mons. Massimo Palombella SDB.

Il titolo del concerto sarà “Cantate Domino” e riprende il titolo del primo CD musicale della Cappella Sistina editato con Deutsche Grammophon – Universal Music Italia, Sezione Classica. Si tratta di nove brani che segnano le tappe dell’Anno Liturgico della Chiesa Romana, dal tempo di Avvento alla solennità dei Santi Pietro e Paolo, con alcune delle più belle composizioni di musica sacra, in gregoriano o polifonia: il gregoriano Rorate, cœli, desuper e l’offertorio Ad te levavi di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 c. – 1594), il Magnificat (VIII tono) di Orlando de Lassus (1532 – 1594); il mottetto Super flumina Babylonis di G.P. da Palestrina, il famosissimo Miserere di Gregorio Allegri (1582 – 1652) nell’inedita versione originale (Sistinæ Codex 1661); il Christus factus est pro nobis nella versione polifonica di Felice Anerio (1570 – 1614); l’Adoramus te, Christe, il conosciutissimo Sicut cervus, e il gran finale del Tu es Petrus, tre mottetti sempre di G.P. da Palestrina, che è il compositore più ricorrente fra i brani del programma, considerato il suo stretto legame con la Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Egli fu parte dei Pueri Cantores nel periodo rinascimentale, ma anche la figura di sintesi di quell’epoca e la massima espressione della musica liturgica romana.

Il percorso musicale del concerto richiama e unisce idealmente la Cattedra di Pietro con quella di Ambrogio e di Carlo: il Duomo, infatti, si nutre della bellezza del canto e della purezza delle voci bianche fin dalle sue origini, da quel lontano 3 settembre 1402, quando i deputati della Veneranda Fabbrica nominarono quale primo maestro di canto della Cappella Musicale il musichus Matteo da Perugia. Da allora, sono trascorsi oltre sei secoli, ma i Pueri Cantores del Duomo non hanno cessato di dare voce alle preghiere ed alle emozioni sedimentate tra le alte navate della Cattedrale. E saranno proprio i giovanissimi allievi della Cappella Musicale del Duomo con il loro maestro direttore Don Claudio Burgio ad accogliere idealmente in Cattedrale i loro “colleghi” della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Nella gioia dell’attesa per la Visita del Papa, certo, ma anche per riaffermare la forza di quell’abbraccio che unisce ed unirà sempre Roma e Milano.

L’ingresso al concerto in Duomo, libero fino ad esaurimento posti, sarà consentito a partire dalle ore 19.00.

Al fine di agevolare i controlli delle autorità di Pubblica Sicurezza ai varchi di accesso, si invitano gli spettatori ad essere collaborativi con le stesse, svuotando le tasche da oggetti metallici e aprendo le borse. Si informa che non è possibile accedere in Cattedrale con caschi, oggetti di vetro e valigie. Si sconsiglia di portare all’interno della Cattedrale borse voluminose.