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| Messaggio per la Festa di apertura degli Oratori |
Carissimi, come ogni anno, in occasione della Festa di
apertura degli oratori, desidero raggiungervi con la mia parola e il
mio cuore di Vescovo, per salutarvi e per incoraggiare ciascuno di voi nel
proprio impegno e per rilanciare con convinzione e passione il cammino
comune dei nostri oratori.
L’oratorio
“casa” delle vocazioni e “strada” verso la santità
L’anno
pastorale che stiamo iniziando, in sintonia con l’Anno Sacerdotale indetto
dal Papa Benedetto XVI, costituisce per i nostri oratori un’occasione
preziosa per aiutare ciascuno a cercare con coraggio e a vivere con
entusiasmo la propria vocazione.
L’oratorio,
attraverso l’insieme delle sue proposte e attività, è davvero una
casa delle vocazioni, perché è il luogo nel quale ciascuno viene
educato a fare della sua vita un dono per gli altri, secondo il progetto
d’amore di Dio.
Tutto questo avviene anzitutto con lo
stile semplice e concreto della testimonianza di quanti –
genitori, educatori, catechisti, animatori, allenatori – mettono a
disposizione con intelligenza e generosità il loro tempo e i loro carismi
per aiutare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani a riconoscere la
presenza dell’amore di Dio nella loro vita e insieme per accompagnarli nella
scoperta dei doni – sempre numerosi e grandi – che il
Signore fa a ciascuno di noi per il bene di tutti.
L’oratorio
è casa della vocazione perché casa delle vocazioni. Nelle
molteplici attività dell’oratorio le diverse vocazioni si confrontano e si
arricchiscono reciprocamente, così come avviene in una sinfonia
nella quale ciascun suono esalta la bellezza e l’importanza dei suoni che
vengono dagli altri strumenti.
Come sarebbe bello se tutti i
nostri oratori esprimessero sempre più questa straordinaria
sinfonia dello Spirito attraverso la testimonianza di tutti coloro che
nei modi più diversi vivono la realtà dell’oratorio!
Vivere
bene, con fedeltà e generosità, la propria vocazione è
certamente la strada più sicura ed efficace verso la santità.
Mi
piace vedere l’oratorio come una grande carovana nella
quale si percorre tutti insieme la strada della santità, partendo da una
convinta e gioiosa coscienza della Grazia del Battesimo che ci è stato
donato. È per questo che i nostri oratori non devono rinunciare, oggi
più che mai, a indicare un cammino di fede radicale con proposte
semplici ed esigenti, capaci di dire tutta la verità, la forza, la
bellezza e il fascino del Vangelo.
La
testimonianza di don Carlo Gnocchi
Nei prossimi mesi la
nostra Chiesa avrà la gioia di veder proclamato beato don Carlo
Gnocchi, una grande figura di santo educatore ambrosiano.
Tutta
la sua vita è stata una ricerca continua, sincera e
appassionata della volontà di Dio su come vivere l’essere
prete a servizio dei ragazzi, in particolare dei più poveri e sofferenti.
La
sua testimonianza limpida e gioiosa sarà certamente un esempio
affascinante di amore e di dedizione per tutti, e in una maniera
speciale per quanti sono chiamati ad un servizio educativo e caritativo
nelle nostre comunità e nei nostri oratori.
Vogliamo
pregarlo, il nuovo beato, perché i nostri oratori riscoprano
e vivano in pienezza e in gioia la propria specifica vocazione nel
cammino comune verso la santità: la perfezione dell’amore.
Un
nuovo stile di vita: sobrietà e solidarietà
Questa
pienezza di vita, che è la santità, chiede a ciascuno di
noi un nuovo stile di vita secondo la logica del Vangelo. I nostri
oratori, per la loro storia passata e presente, possono essere i luoghi
più adatti dove sperimentare insieme la bellezza di vivere ogni
giorno secondo uno stile di sobrietà, che nulla toglie alla
nostra gioia, ma la moltiplica e la rende più genuina e profonda.
La
sobrietà non è rinuncia alla gioia delle cose. È un modo diverso di
guardarle, godendo della loro bontà. La sobrietà, in oratorio come
dappertutto, può diventare un segno e un’energia concreti per
una maggiore apertura agli altri, generando così solidarietà e
condivisione con chi è nel bisogno.
Nello scorso mese
di luglio, durante la visita ai campeggi della diocesi, i ragazzi di un
oratorio mi hanno accolto con una frase che subito mi è sembrata molto
significativa: “SOBRIETÀ + SOLIDARIETÀ = FELICITÀ”.
È proprio così! La sobrietà e la solidarietà sono davvero le
strade congiunte che portano alla felicità, a quella pienezza di vita che
il Vangelo non si stanca di prometterci.
I nostri oratori sono
chiamati a formare una mentalità più solidale,
trasformando così le difficoltà economiche di non poche famiglie in
opportunità per educarsi insieme a un uso dei beni più equilibrato
ed essenziale.
C’è di più:
la fiducia in un miracolo che continua
L’icona
evangelica della moltiplicazione dei pani e dei pesci che ci
guiderà quest’anno (cfr. Giovanni 6,1-15) ci invita a scoprire che nella
nostra vita “C’è di più” di quello che
pensiamo o che potrebbe apparire ad uno sguardo frettoloso.
C’è
di più in quello che Dio vuole donarci, nella Chiesa, nei
fratelli, in ogni persona che incontriamo. A noi è chiesto di non
accontentarci e di continuare a mettere con fiducia tutto quello che
abbiamo, tanto o poco che sia, nelle mani del Signore.
Sarà
lui stesso a farci scoprire quel “di più” di amore e di gioia che ha messo
nel nostro cuore e nella nostra vita.
Che il Signore ci
benedica tutti, donandoci la sua gioia e la sua pace!
Il
vostro Arcivescovo + Dionigi card. Tettamanzi
Milano,
27 settembre 2009
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