9.02.2010

“Educare ed educarsi alla solidarietà” è il titolo di un percorso formativo che la Diocesi propone agli adulti. Da una parte l’invito è quello a «una lettura della crisi», spiega Maria Grazia Tanara del Centro documentazione mondialità (Cdm), dall’altra ad «adottare quei cambiamenti necessari perché la crisi non si ripeta». Questo significa per esempio recuperare «il senso della sobrietà e della solidarietà, con un’attenzione particolare anche ai nuovi stili di vita, sostenibili sia dal punto di vista ambientale sia sociale». Parrocchie, decanati e zone pastorali potranno dunque proporre alle loro comunità un itinerario in quattro tappe: “Uscire cambiati da una crisi che viene da lontano”; “I fondamenti teologici ed ecclesiali della solidarietà”; “Sobrietà e nuovi stili di vita”; “Educare a uno stile di vita solidale, personale e familiare: perché e come”.
«Senza creare una segreteria centralizzata ad hoc - dice Tanara -, le realtà che fanno parte del tavolo (Settore per la vita sociale, Azione Cattolica, Caritas Ambrosiana e Centro documentazione mondialità) possono diventare punto di riferimento organizzativo per le parrocchie, i decanati e le zone che vogliono proporre un percorso formativo». I quattro incontri non sono vincolanti, ma ogni realtà potrà stabilire un suo itinerario, magari anche solo di due tappe, senza per questo rinunciare a toccare tutti i temi.
Ogni segreteria (Vita sociale, tel. 02.8556404, vitasociale@diocesi.milano.it; Ac, tel. 02.58391328, settori@azionecattolicamilano.it; Caritas, 02.76037245, territorio.ambrosiana@caritas.it; Cdm, tel. 02.58391395, centro_mondial@diocesi.milano.it) fornirà una bibliografia essenziale e metterà a disposizione un elenco di relatori che hanno già dato la loro disponibilità generica e che potranno essere contattati direttamente. Al momento sono una trentina di persone, ma nella scelta sarà importante anche tener conto della loro provenienza per ridurre le distanze dei viaggi. «Abbiamo anche preparato una scheda per ognuno dei quattro temi da inviare ai relatori come traccia perché conoscano il tipo di percorso che abbiamo in mente rispetto ai titoli indicati. Queste schede a loro volta contengono una bibliografia più ampia e dettagliata per ciascuna tematica».
Oltre quindi a un piccolo supporto di segreteria e a una rosa di nomi di esperte, le comunità che proporranno il percorso potranno ricevere anche una scheda di verifica da compilata al termine dell’esperienza proposta.
Per affrontare queste tematiche si parte comunque dal presupposto che «la crisi è un’opportunità per cambiare - spiega Tanara -, sia alcuni meccanismi del nostro sistema economico e sociale, sia gli stili di vita personali, familiari e comunitari». Punto di arrivo del percorso di base è arrivare a compiere scelte importanti a livello individuale e sociale nel segno della sobrietà e della solidarietà.
I parroci hanno già ricevuto la brochure dell’iniziativa diocesana e diverse comunità stanno decidendo in merito, non è escluso che diverse parrocchie e decanati sceglieranno di proporre ai loro fedeli nelle prossime settimane un itinerario sui temi della crisi e degli stili di vita in chiave quaresimale.