16.03.2017

di Alessandro Mori
membro del Consiglio Pastorale Diocesano
e coordinatore Zona VI dei Gruppi di Rinnovamento nello Spirito

 

Milano, terra di mezzo, accoglierà Pietro e “dove è Pietro là è la Chiesa” (Ambrogio). La Città Metropolitana, abituata ai suoi ritmi frenetici, ricca di culture e di culti, si fermerà dinanzi a questo dono che ci supera. Per un giorno, in diversi luoghi, a indicare le differenti realtà di una città vasta, saremo incontrati da Francesco che ci dedicherà una parola.

 

Il Papa ci ha abituato, in questi quattro anni di pontificato, al suo stile fortemente evangelico e così essenziale. Verrà per richiamarci alla gioia del Vangelo - Evangelii Gaudium - di cui siamo debitori e portatori.

 

Francesco ci aiuterà nel processo di educazione al pensiero di Cristo, richiamato dal nostro Arcivescovo in questi ultimi anni, confermandoci nella fede, spingendoci con coraggio alla conversione pastorale, vero fondamento di una Chiesa in uscita.
Respirerà in mezzo a noi i germi di un cattolicesimo semplice, di popolo - eppur vero! - invitandoci però, con il nostro Arcivescovo, a passare dalla convenzione alla convinzione.

 

La nostra Città è simbolo del criterio ecclesiale più volte richiamo in questi anni: quello della pluriformità nell’unità. Il Pontefice sarà perfetta sintesi del “corpo” (1Cor 12,12), in cui “vi sono diversi carismi, ma un solo Spirito” (1Cor 12,4). Carismi elargiti in vista del “bene comune” (1Cor 12,7).

 

Quella del 25 marzo sarà festa di popolo, di tutti i popoli presenti; “un popolo numeroso” (At 18,10), dal cuore aperto, capace di accogliere, comprendere, discernere e operare.