13.01.2017

Cresce in Diocesi l’attesa per la visita del 25 marzo a Milano di papa Francesco. Come si stanno preparando le parrocchie a questo evento?

Don Luca Violoni, prevosto di San Giuliano Milanese e decano del Decanato di San Donato, ci racconta l’esperienza di San Giuliano Martire: «Abbiamo deciso di dedicare la Messa serale quotidiana alla preparazione per la vista pastorale dell’Arcivescovo, che attendiamo a febbraio, e per l’incontro con Francesco. Ci avvicineremo a questi due importanti momenti pregando e richiamando l’importanza che ha per i cristiani l’essere confermati nella fede».

 

Un altro tema su cui la parrocchia insisterà è quello della comunione nella Chiesa, come spiega ancora don Violoni: «Nelle nostre comunità ci sono tanti volontari e gruppi, ed è una magnifica ricchezza. Ma a volte è difficile crescere nella consapevolezza che siamo tutti parte di un unico popolo di Dio. Il fatto di radunarci per rispondere all’invito del Papa risveglia in noi questa consapevolezza». «Tra i parrocchiani il desiderio di partecipare e di condividere i grandi messaggi che vorrà regalarci papa Francesco è grande - aggiunge don Violoni -, anche perché c’è molto affetto intorno alla sua persona e molta attenzione a tutto quanto dice. Possiamo leggere tutti i suoi discorsi, ma vivere l’incontro dal vivo è completamente diverso. Sarà un’esperienza di cui fare tesoro».

 

«Messaggi che toccano da vicino»

L’annuncio dell’incontro è stato dato in parrocchia già prima di Natale. Passate le feste, si stanno raccogliendo le iscrizioni per partecipare alla Messa che il Santo Padre celebrerà al Parco di Monza alle 15. C’è molta attesa, nonostante i possibili sacrifici «logistici» che si dovranno affrontare, spiega il parroco: «Le persone sono ansiose di sapere come si svolgerà la trasferta. A tutti quelli che lasciano il proprio nome spieghiamo che le indicazioni logistiche arriveranno in seguito. Devo dire comunque che la bella esperienza di Family 2012 ha dimostrato che anche un evento in grande, come la visita di un Papa a Milano, può filare liscio come l’olio». Chi attende di più, i giovani o le persone di una certa età? «C’è gente di un po’ tutte le età, ma direi soprattutto famiglie - spiega don Violoni -. Papa Francesco ha lanciato messaggi forti che toccano molto da vicino la vita delle famiglie».

 

«Io vado!»

Alcuni parrocchiani si sono già proposti come volontari, rispondendo all’appello della Diocesi che cerca circa 3000 persone per gestire la macchina organizzativa. Come Giulio Guglielmino, membro del Consiglio affari economici della parrocchia: «Quando il parroco, alla fine di una Messa, ha dato l’annuncio dell’evento dicendo che la Diocesi cercava volontari, dentro di me ho subito pensato: io vado!. La mia voglia di dare una mano nasce da Family 2012, quando ho fatto servizio presso San Siro, all’incontro di Benedetto XVI con i Cresimandi, e a Bresso, nella giornata clou dell’incontro. È stata un’esperienza bellissima, a cui ho partecipato insieme a mia moglie, e quindi vogliamo ripeterla». «Papa Francesco è benvoluto dalla stragrande maggioranza dei cristiani credenti, mi aspetto un’affluenza “esagerata” - aggiunge Giulio -. Ci sarà bisogno di tanta gente».

 

«Una grande esperienza di comunità»

A coordinare gli entusiasmi di tutta la parrocchia sarà invece Fabio Frigoli, membro del Consiglio pastorale e di quello per gli affari economici, anche lui reduce dall’esperienza di Family dove ricoprì il ruolo di Rol (Responsabile organizzativo locale), come farà anche stavolta: «Fare il Rol è stato un modo di essere a servizio della mia comunità: lavorando, non avrei potuto fare il volontario per Family, così diedi la mia disponibilità per coordinare in parrocchia. E anche stavolta la vivo più o meno nello stesso modo».

 

Il ruolo di Rol consiste nell’individuare, in accordo con il parroco, i partecipanti alla Messa del Papa, farne un elenco e gestirne poi la presenza: «Mi troverò a fare da punto di riferimento per tutti quei parrocchiani che hanno desiderio di partecipare, ma che non sanno bene cosa devono fare, dove devono andare - spiega Frigoli -. Creando un gruppo con un coordinatore che riceve le indicazioni dalla Diocesi si riescono a ottimizzare tempi e modalità di partecipazione. A Family abbiamo partecipato in 300 da San Giuliano, ci eravamo organizzati tra Rol di differenti parrocchie, eppure siamo riusciti ad arrivare tranquillamente senza intoppi. Nonostante l’eterogeneità del gruppo, la giornata lunga e i molti mezzi da cambiare tutti si sono mossi in maniera esemplare senza lamentele di sorta. È stata davvero una grande esperienza di comunità».

 

Frigoli ci racconta poi le sue personali aspettative rispetto a questo incontro: «Come tanti che non hanno ancora visto papa Francesco dal vivo il mio primo desiderio è proprio questo. E poi, a conclusione dell’Anno della misericordia e considerando il tipo di visita in programma, molto orientato in quel senso (so che il Papa visiterà le carceri e alcune case popolari...), mi aspetto che Francesco avrà dei messaggi molto forti da passare alla comunità ambrosiana».