27.02.2017

Manca meno di un mese alla visita di papa Francesco a Milano e la macchina organizzativa, ormai, è in movimento a pieno regime. Così, nella Sala convegni dell’Arcivescovado, la conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione, specie per quanto riguarda il momento-clou della celebrazione eucaristica al Parco di Monza, è affollatissima. Al centro del tavolo dei relatori c’è il “padrone di casa”, il cardinale Scola; ai suoi fianchi i massimi rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, i sindaci di Milano Giuseppe Sala e di Monza Roberto Scanagatti, i prefetti Luciana Lamorgese (Milano) e Giovanna Vilasi (Monza). Non manca Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, main sponsor dei molti enti e realtà private che aiutano a sostenere finanziariamente la visita.


Trasporti e sicurezza

Inizia Maroni, che parla di «grande attesa e lavoro di squadra per organizzare al meglio questo straordinario appuntamento. Con le Prefetture di Milano e Monza abbiamo avuto il compito di coordinare la sicurezza e i servizi sanitari. Abbiamo 1150 agenti coinvolti, 1400 volontari su Milano e 1300 su Monza, 60 ambulanze, 106 squadre attrezzate per ogni eventualità sanitaria, Vigili del fuoco» (info: www.regione.lombardia.it).

Ovvio che sia nevralgico il comparto dei trasporti per raggiungere l’area del Parco che potrà contenere 1 milione di persone. Trenord (presente alla Conferenza stampa l’amministratore delegato Farisè), in collaborazione con l’Arcidiocesi e la Regione, assicurerà fin dalla prima mattina del 25 marzo 408 convogli, 342 ordinari più 66 speciali che toccheranno 4 nodi: Monza Lissone, Arcore e Villasanta. Previsti biglietti Day Pass, Pass familiari e pacchetti per Gruppi (info: www.trenord.it; numero verde 800-053-233).

«Il nostro scopo è mettersi a servizio perché questa giornata funzioni - spiega da parte sua Sala -. «Cosa che significa, per il Comune di Milano, avere 1000 vigili urbani sulla strada; orari e tratte di  mezzi pubblici e percorsi stradali modificati di cui daremo tempestiva comunicazione». Il centro di controllo di tutto sarà, come già fu per Expo, in via Drago. Tuttavia, tengono a sottolineare il Sindaco e i Prefetti, «non sarà un evento blindato: sarebbe poco naturale e contrario allo spirito del Santo Padre».

Anche Monza si sta preparando con eventi e piani di sostenibilità, come evidenzia Scanagatti, cui fa eco il prefetto Lamorgese che, con Vilasi e le altre realtà coinvolte, sta lavorando «in grande sinergia con un piano di mobilità condivisa che verrà reso pubblico tra una decina di giorni, dopo un vertice conclusivo con il Comandante della Gendarmeria Vaticana».

Uno sforzo notevolissimo, dunque, anche perché l’area del Parco di Monza interessata è di oltre 400 mila metri quadri: vi si accederà da 7 diverse porte di ingresso, dotate di metal detector; 6 i maxi schermi e 25 torri di rimando del segnale audio-video per permettere a tutti di seguire la Messa celebrata dal palco davanti a Villa Mirabello, lungo 80 metri e profondo 30; 1800 i volontari mobilitati dalla Diocesi, 1400 dalla Protezione civile; 1600 le Unità di Pubblica Sicurezza che verranno, nell’insieme, impegnate.


L’intervento del Cardinale

Quattro i punti che sottolinea il Cardinale per vivere bene la visita. «Dobbiamo essere riconoscenti che il Papa abbia scelto Milano: tra tante città: è un riconoscimento del valore della Chiesa ambrosiana, ma anche della realtà civile che Milano sta sempre più assumendo».

Citando il sussidio di preparazione on line, l’Arcivescovo dice: «La preoccupazione del Santo Padre si concentra sull'essenziale che, per quanto riguarda i cristiani, è Gesù Cristo come misericordia del Padre. Questo permette a ciascuno di noi quella ripresa che è così necessaria per ognuno di noi come essere finito. Papa Francesco viene a Milano per confermarci in ciò che conta ultimamente nella vita, Cristo e il rapporto personale e comunitario con Lui generatore di gioia. Indipendentemente dalla fede di ciascuno, ciò riguarda tutti e per questo la visita del Papa deve interessare tutti. Secondo punto: il Vangelo supera ogni esclusione, anche per questo è fattore di edificazione sociale. È un principio evangelico radicale che il Santo Padre non si stanca di richiamarci.  In terzo luogo lo stile del Papa è uno stile di testimonianza che si gioca in prima persona; in questo senso egli è emblema della cultura dell’incontro. Per questo è una figura autorevole per la gente. La sua azione unisce gesti, esempi, cultura e insegnamento. Dobbiamo ricevere integralmente i questo stile e la persona. Infine, la visita riveste una grande importanza per la metropoli che Milano sta diventando. La presenza del Santo Padre ci darà anche l'occasione di far sì che la nostra città cresca sempre più nell'apertura universale aperta a tutti. Essendo noi la via di mezzo al centro dell'Europa, siamo consapevoli del nostro compito», conclude il Cardinale che, per la visita, ha composto una preghiera stampata sul retro dell’immaginetta-ricordo dell’evento.


La comunicazione

Significativo anche l’impegno di sensibilizzazione dei mass media: 500 mila copie della rivista Benvenuto papa Francesco che, realizzata da Avvenire e Famiglia Cristiana in collaborazione con l’Arcidiocesi, verrà distribuita gratuitamente, in due numeri, nelle principali vie e piazze di Milano, ai mezzanini della metropolitana e nelle parrocchie.

Un sito (www.papamilano2017.it), App dedicate, il profilo FB e Twitter (#papamilano2017) già attivi, uno spot ufficiale (ideato da Alkemi per la regia di Giovanni Calamari); 6 video.lettere di 120 secondi autoprodotte da Gacomo Poretti, e, poi, ancora pensieri quotidiani affidati a fedeli comuni (su www.chiesadimilano.it, ChiesaTv e Telenova). Non manca uno stendardo per animare il territorio, locandine sui mezzi pubblici (anche grazie alla collaborazione con l’agenzia di pubblicità IgpDecaux); Radio Italia che, prima della Messa, metterà in onda musica e riflessioni. E, poi, ancora due punti-stampa, uno al Palazzo dei Giureconsulti, messo a disposizione dalla Camera di Commercio e l’altro nella Sala Stampa dell’Autodromo di Monza (gli accrediti per i giornalisti non sono ancora stati aperti). Insomma, di tutto, di più.


I costi

Ovvio che la partecipazione sia completamente gratuita, chiarisce monsignor Bruno Marinoni, Moderator Curiae: «Ogni persona, anche non cattolica, può iscriversi nelle parrocchie fino a domenica 19 marzo. Avremo tra i 2500 e i 3000 pullman collocati il più vicino possibile all’area di Monza e 20 mila parcheggi per biciclette. I costi stimati complessivamente ammontano a 3 milioni e 235 mila euro, soprattutto utilizzati per il materiale, sostegni logistici come quelli riguardanti i 3000 disabili (con altrettanti accompagnatori) che hanno chiesto di poterci essere (per papa Benedetto erano stati circa 1300). Gli sponsor contribuiscono con 1 milione e 300 mila euro». Come reggere queste spese? «Coinvolgendo realtà imprenditoriali, banche legate al territorio, privati: tutti possono contribuire collegandosi al sito www.papamilano2017.it

E allora è bello pensare, come annuncia Guzzetti, che come regalo ideale al Papa, Fondazione Cariplo ha stanziato 12 milioni di euro per un progetto triennale vòlto a eliminare lo sconvolgente dato dei 13 mila bambini che a Milano patiscono la fame.