La recente nomina di Sua Eccellenza monsignor Giovanni Giudici alla Sede vescovile di Pavia rende necessario provvedere all’ufficio di Vicario Generale della nostra Chiesa ambrosiana, da lui ricoperto finora.
Mentre ringraziamo vivamente lo stesso monsignor Giudici per il servizio svolto con pronta e generosa dedizione in questi anni, facendo seguito a quanto annunciato alla Diocesi con lettera dello scorso 22 dicembre 2003 e desiderando dare precisa determinazione ed effetto canonico a quanto ivi contenuto, visti i cann. 475 e 477-481 del Codice di Diritto Canonico e le costt. 167-168 del nostro Sinodo 47°,
nominiamo
don Carlo Roberto Maria Redaelli
VICARIO GENERALE
con le facoltà, i diritti e i doveri previsti dalla vigente normativa canonica della Chiesa universale e della nostra Chiesa particolare. Ferma restando la pienezza della Sua giurisdizione e considerando le facoltà attribuite, nei rispettivi decreti, ai Vicari episcopali di Zona e di Settore e al Moderator Curiae, riteniamo utile precisare le competenze da Noi affidate in modo speciale al Vicario Generale, nella certezza che Egli vorrà favorire e garantire una conduzione unitaria della Diocesi, in stretto rapporto con Noi e in collaborazione con i Vicari episcopali di Zona e di Settore e con il Moderator Curiae, cui spetta la conduzione della Curia arcivescovile con i suoi Organismi.
In particolare, affidiamo al Vicario Generale di:
1. Rappresentare l’Arcivescovo e sostituirlo in caso di assenza, con i compiti previsti dalla normativa canonica (cfr. Sinodo 47°, cost. 168, § 1).
2. Seguire la vita della Diocesi nelle sue articolazioni territoriali (zone, decanati, parrocchie, unità pastorali), coordinando, secondo le Nostre indicazioni, l’azione dei Vicari episcopali di Zona (cfr. Sinodo 47°, cost. 168, § 1).
3. Seguire personalmente – in stretta intesa con Noi e in collaborazione con i Vicari episcopali di Zona e con il Rettore Maggiore dei Seminari e, per quanto concerne la Curia arcivescovile e i suoi Organismi, con il Moderator Curiae – quanto concerne l’affidamento degli incarichi pastorali ai presbiteri e ai diaconi, il loro trasferimento e la cessazione dai loro incarichi (cfr. Sinodo 47°, cost. 168, § 1).
4. Vivere, con Noi e con i Vicari episcopali, una premurosa attenzione a tutti i presbiteri e diaconi della Diocesi, promuovendo e sostenendo una profonda ed effettiva comunione nel presbiterio e tra tutti i ministri ordinati.
A tale scopo:
a) sarà a disposizione per un costante contatto e dialogo con i presbiteri e i diaconi, ricercando la conoscenza di ciascuno, coltivando i rapporti interpersonali e favorendo una reale “comunione di intenti”;
b) avrà a cuore – in stretto rapporto con il Vicario episcopale per la formazione permanente del clero e, ordinariamente, per il suo tramite e usufruendo degli Organismi a ciò deputati – la promozione di una adeguata vita spirituale e della formazione permanente del clero, insieme con una premurosa attenzione ai problemi economico-logistico-assistenziali del clero, con particolare sollecitudine per i presbiteri e i diaconi inabili, anziani o malati.
5. Moderare le riunioni del Consiglio episcopale milanese, presiedendolo in caso di assenza dell’Arcivescovo (cfr. Sinodo 47°, cost. 172, § 2).
6. Coordinare lo svolgimento delle assemblee dei Decani, con il compito di presiederle in caso di assenza dell’Arcivescovo (cfr. Sinodo 47°, cost. 180).
7. Seguire, secondo le indicazioni del nostro Sinodo 47° (cfr. cost. 283), i presbiteri e i diaconi fidei donum e – a meno che non sia stabilito diversamente – essere di riferimento per l’Organismo diocesano di pastorale missionaria, secondo le linee espresse nello Statuto della Curia arcivescovile.
Al Vicario Generale, infine, conferiamo per mandato speciale, a norma del can. 134, § 3, le seguenti facoltà:
- nominare l’Amministratore parrocchiale (cfr. can. 539);
- nominare il Vicario parrocchiale (cfr. can. 547);
- nominare il Rettore di una chiesa (cfr. can. 557);
- nominare un religioso a un ufficio diocesano, con esclusione della nomina a Parroco (cfr. can. 682);
- conferire il mandato per il Battesimo e la Confermazione degli adulti (cfr. cann. 863 e 883);
- concedere la facoltà di amministrare il sacramento della Confermazione, ma solo di volta in volta e per casi particolari (cfr. can. 884);
- concedere la facoltà ai ministri cattolici di amministrare lecitamente i sacramenti della Penitenza, dell’Eucaristia e dell’Unzione degli infermi ai cristiani non in piena comunione con la Chiesa cattolica di cui al can. 844, § 4;
- concedere in singoli casi la sanazione in radice di matrimoni (cfr. can. 1165);
- dare licenza per alienazione di beni e per altri atti pregiudizievoli del patrimonio (cfr. cann. 1291-1292 e 1295);
- concedere la riduzione e il trasferimento di oneri di Sante Messe (cfr. cann. 1308-1309).
Mentre ringraziamo don Carlo Redaelli per il prezioso servizio finora svolto come Responsabile dell’ufficio Avvocatura della Curia arcivescovile, lo preghiamo di continuare a seguire il lavoro della stessa Avvocatura fino a quando non provvederemo diversamente.
Allo stesso don Carlo diciamo il nostro grazie per la disponibilità dimostrata nell’accettare il gravoso compito di Vicario Generale e su di lui e sul suo nuovo ministero invochiamo, per intercessione di Maria, la benedizione del Signore.
Cardinale Arcivescovo
Cancelliere Arcivescovile
Milano, 11 gennaio 2004
Festa del Battesimo del Signore