4.07.2011

Nella Lettera di "riconsegna" del Documento di base del 1988, firmata dal card. Ugo Poletti Presidente  della CEI, si sottolineava proprio nel primo paragrafo che la prospettiva del DB era, fin dal suo inizio,  quella di essere «strumento di comunione pastorale nella Chiesa in Italia e stimolo di una sempre  rinnovata missione evangelizzatrice della Chiesa nel  paese». Mi sembra che questa felice sintesi sia  tutt'ora valida. Al di là delle giuste verifiche e valutazioni, ed anche al di là delle nuove problematiche  che si pongono all'attenzione pastorale delle Diocesi, rimane intatto nel DB un dinamismo ecclesiale  atto a suscitare interesse, confronto e responsabilità in vista dell'annuncio della Salvezza.  "Annuncio e catechesi per la vita cristiana" si struttura in tre parti. 
La prima parte - intitolata Il DB e il suo valore permanente – consta di 6 paragrafi. Essa mette in luce  come il Concilio Vaticano II sia stato il "grembo" generativo del DB, ne evidenzia i principali  contenuti, richiamando la visione rinnovata della Chiesa quale comunità tutta responsabile  dell'evangelizzazione e dell'educazione della vita di fede e le fonti della catechesi: Inoltre, si accenna a  come nel cammino della Chiesa italiana il DB abbia messo in evidenza il primato  dell'evangelizzazione, anche se poi questo compito  primario della pastorale di fatto è stato affidato  quasi tutto alla catechesi. Si sottolinea inoltre come il DB abbia avuto il merito avviare la lunga  elaborazione dei Catechismi per la vita cristiana. Di fatto questa parte può essere utilizzata proprio per  operare una riproposizione sintetica del DB nelle  sue linee portanti. Essa ha l'indubbio valore di  mostrare come una rilettura attenta del DB sia ancora molto feconda per cogliere le sfide odierne  dell'evangelizzazione nel nostro paese.  La seconda parte - intitolata Il contesto attuale  – evoca in 3 densi paragrafi gli scenari culturali e  religiosi nuovi, profilatisi in questi 40 anni, ponendo a tema l'indifferenza religiosa e l'irrilevanza da  molti attribuita alla fede, fino ai fenomeni del  soggettivismo ed del relativismo, che portano ad una  religiosità vissuta in forma individualistica. Naturalmente, non sono ignorati i segni di speranza e le  esperienze positive in atto nelle comunità parrocchiali, nelle Diocesi e nelle Aggregazioni laicali, non  ultima l'opportunità della scelta operata dai Vescovi per il prossimo decennio, circa la riflessione sulla  "sfida educativa".
Questa seconda parte può essere utilizzata sia  per avviare una riflessione nelle comunità, nei Consigli pastorali parrocchiali e diocesani, e nei gruppi  di catechisti, sulla realtà culturale attuale con la quale si deve confrontare oggi l'annuncio cristiano. I  tre paragrafi potrebbero dare vita anche a percorsi laboratoriali nei quali si può mettere a confronto la propria mentalità di fede, e le direttrici dominanti del sentire comune. La terza parte, infine, dal titolo Le nuove esigenze pastorali, che con i suoi 9 paragrafi è la più estesa, richiama (sempre mostrando la consonanza con il DB) gli "Orientamenti pastorali" e le "Note pastorali" riguardanti l'annuncio e la catechesi di questo ultimo decennio.
Questi documenti hanno indicato come scelta prioritaria quella di dare una svolta missionaria a tutta l'azione pastorale "innervandola" con il primo annuncio della fede. La catechesi è una tappa specifica e ben caratterizzata del processo di evangelizzazione globale della Chiesa, che sollecita un "prima", il kerygma, che suscita la fede come dono gratuito e che porta la persona a convertirsi, e apre a un "dopo", la celebrazione e la testimonianza di carità. Viene ricordato come il Convegno di Verona ha invitato la Chiesa italiana a costruire tutto l'agire pastorale attorno alla persona: questo rinnovato accento sulla persona nei suoi snodi fondamentali apre per la catechesi il tempo di una riformulazione dei sui metodi e del suo stile, mostrando come essa sia ancora un importantissimo "snodo" per attuare molte "sinergie" pastorali.
Di fatto questa parte può essere assai utile per mettere insieme con un profilo organico e sintetico le proposte e le novità espresse nei documenti del passato decennio (primo annuncio, catecumenato, catechesi in chiave catecumenale, risveglio della fede, coinvolgimento delle famiglie, rinnovamento della Iniziazione cristiana, catechesi mistagogica e liturgica, ...) e magari non ancora entrate nella riflessione ordinaria delle comunità cristiane. Va evidenziato come al n° 12 si sottolinei la responsabilità dell'intera comunità nella catechesi, ma anche il ruolo fondamentale che svolgono il Vescovo ed i presbiteri come «educatori nella fede», nonché il ruolo educativo primario delle famiglie. Il n° 14, dove si parla del rinnovamento dell'Iniziazione cristiana, si presenta come una felice sintesi del cammino percorso, premessa indispensabile per la riflessione ed elaborazione che ci attende nel prossimo decennio.