9.06.2011

Per la prima volta, a tutti coloro che apprezzano abitualmente La Parola ogni giorno come strumento di avvicinamento quotidiano ai testi delle Scritture secondo il calendario liturgico, si propone un percorso alternativo, idealmente destinato ad accompagnare i mesi estivi: rimane invariato il formato, ma il contenuto non risulta ancorato al Lezionario ambrosiano quotidiano, bensì alla lettura continua e completa di libri o parti della Bibbia che nella liturgia vengono proposti solo parzialmente.

La Diocesi di Milano per tutto l’anno pastorale 2010-2011 ha fissato l’attenzione sulla figura di San Carlo Borromeo nel 400° anniversario della sua canonizzazione, perciò il tema della santità, nelle sue diverse declinazioni, ha fatto da filo conduttore a La Parola ogni giorno. E se il periodo dell’Avvento e del Natale ci ha indirizzato al modello della santità evangelica (“Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”), quello della Quaresima alla santità battesimale (“Nascere da acqua e spirito”) e quello di Pasqua alla santità ministeriale (“La nostra lettera siete voi”), si è scelto di dedicare le settimane dopo la Pentecoste a una meditazione sulla santità secolare, proprio con il sussidio Tengo io forse il posto di Dio?, che ripercorre il meraviglioso racconto biblico della vicenda di Giuseppe e i suoi fratelli.

Giuseppe è una figura biblica straordinaria e la sua storia avvincente si svolge in un contesto tipicamente secolare: nei tratti della sua storia sono leggibili tanti aspetti della paternità esigente eppure lungimirante e misericordiosa del Dio di Israele, e tanti tratti del giusto che infine il Figlio di Dio fatto uomo, Gesù di Nazaret, ha incarnato compiutamente fino alla morte di croce e alla risurrezione.

Gli spunti meditativi cercano di orientare in questo senso la riflessione e la meditazione, e coniugano perciò il meraviglioso disegno del Primo Testamento con la sua rilettura e il suo compimento nel Nuovo. Naturale diventa l’attualizzazione, che rimanda in modo immediato e consolante all’esperienza quotidiana di ciascun laico, che sa di appartenere alla Chiesa, eppure sperimenta il mondo con tutte le sue provocazioni, le contraddizioni, le lacerazioni anche nei rapporti più intimi, le chiamate alla responsabilità e alle scelte etiche e politiche, ineludibili se non si vuole rinunciare all’identità stessa di membri della comunità ecclesiale oltre che della comunità umana che cammina nella storia. Una storia che, per coloro che accettano di credere, è sacra comunque, perché abitata da Dio.

Contiamo perciò sulla disponibilità ad accogliere questo sussidio per avere riscontri, osservazioni, contributi critici: stiamo infatti già individuando e predisponendo analoghi strumenti che accompagneranno i mesi estivi dei prossimi anni, offrendo così una piccola collana capace di offrire in qualunque momento un sussidio e un servizio a chi cerca nella Parola di Dio una guida quotidiana e una luce sull’oggi.