Il terzo appuntamento della stagione musicale "Segni di Bellezza” nella Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, è dedicato alla Quaresima, ai caduti della grande guerra a cento anni dalla fine, e di tutti i conflitti

Ancona della passione

Concerto “Cento voci per un Requiem”Aprirà la serata Mons. Marco Navoni, dottore della Biblioteca Ambrosiana, che ci farà entrare nel tempo di Quaresima con il mistero della Passione di Cristo, parlandoci dell’opera marmorea presente nella Basilica di Sant’Eustorgio sull’Altare maggiore, l’Ancona della Passione. Suddivisa in nove bassorilievi che rappresentano scene della Passione di Cristo, l’opera fu commissionata da Gian Galeazzo Visconti appositamente per l’altare di Sant’Eustorgio; fu realizzata tra il 1395 ed il 1402 dai maggiori scultori lombardi dell’epoca.
La formella centrale, “Crocefissione con la Vergine e San Giovanni”, attribuita al maestro Jacopino da Tradate, è considerata tra i maggiori capolavori della scultura milanese dei primi anni del 1400. Mons. Navoni presenterà le varie tappe della passione del Signore, dall’agonia nel Getsemani alla deposizione, alla discesa agli inferi di Cristo che libera Adamo: in tal modo l’artista ha voluto presentare in maniera unitaria il mistero della redenzione operata da Cristo, morto e risorto.

A seguire il concerto “Cento voci per un Requiem”, dedicato ai caduti di tutti i conflitti, in particolare a quelli della Grande guerra a cento anni dalla fine dei tragici combattimenti.
Il nostro Paese e il nostro territorio sono stati testimoni di una delle più grandi tragedie della storia: il primo conflitto mondiale. Migliaia di vite nella pienezza della loro gioventù furono spezzate dalla furia di una guerra tanto crudele, quanto insensata. Solo le parole e la musica dei grandi possono rappresentare degnamente il dolore e lo sgomento di una umanità duramente ferita, perchè hanno il potere di coinvolgere e accarezzare il nostro più profondo sentire.
La nuova Orchestra sinfonica Milano Classica sarà diretta dal maestro Michele Brescia; i solisti sono Francesca Pacileo, soprano, Lucia Bini, mezzosoprano, Riccardo della Sciucca, tenore, Federico Sacchi, basso.
L’iniziativa ha visto l’adesione di ben 100 coristi, Coro Progetto Europeo, provenienti da ogni parte d’ Italia e d’Europa: il titolo dell’evento “Cento voci per un Requiem”, si riferisce sia ai cento anni passati dal conflitto, sia ai cento elementi del coro presenti alla serata.

Il Requiem è l’ultima opera incompiuta del Maestro di Salisburgo, che, sembra, fu commissionata da un oscuro personaggio mascherato e di grigio vestito, nel quale il compositore, profondamente turbato, intravide una sorta di emissario dell’aldilà, che annunciava la sua fine, peraltro imminente. L’opera per soli, coro e orchestra K 626, fu completato, su richiesta della moglie Costanza, da uno dei più promettenti allievi di Mozart, Franz Xaver Süssmayer, sulla base di appunti lasciati dal grande compositore.
Tutto il Requiem è permeato da una profonda tensione verso la vita trascendente e la conseguente liberazione dalle angustie della vita mortale. Non a caso è stato scelto per commemorare tutte le vittime dei conflitti, ma in particolare quelli della Grande guerra, che ha segnato in maniera indelebile la memoria e l’immaginario collettivo del nostro paese, attraverso le immagini terribili di soldati quasi ragazzini nelle trincee e sui campi di battaglia, esposti al freddo e alla fame.

La serata è a ingresso libero.
I prossimi appuntamenti sono per il 28 aprile “Uomo opera prima” e il 2 giugno “Lode dei popoli”.

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