Torna a Milano una mostra organizzata dal Celim e allestita nel Cortile Farmacia dell'Università degli Studi: trenta foto raccontano le atrocità perpetrate dal regime di al-Assad. Presentazione e inaugurazione sabato 21 ottobre negli spazi dell'associazione ArtKademy, in via Dionigi Bussola

Sabato 21 ottobre 2017 si terrà l’evento lancio per la mostra organizzata da CELIM “Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura”. La serata avrà luogo presso lo spazio artistico e culturale ArtKademy, in Via Dionigi Bussola 4 a Milano.
La serata aprirà le porte al pubblico intorno alle ore 20:00. L’evento sarà accompagnato da varie attività, tra le quali un live painting realizzato da parte degli artisti di ArtKademy che si alterneranno ad alcuni membri del collettivo poetico Tempi diVersi che eseguiranno un reading con accompagnamento musicale a tema. Nello specifico verranno letti alcuni estratti dal libro “Exit West” di Mohsin Hamid.
Il libro parla di due giovani, Nadia e Saeed, i quali vogliono tenere in vita il loro amore giovane e fragile mentre la guerra civile divora strade, case, persone. Attraverso la letteratura, Mohsin Hamid ha scritto un romanzo capace di dare un senso a questi tempi di disorientamento e follia.
Inoltre, durante la serata sarà proiettato il documentario di Laura Aprati e Marco Bova “La forza delle donne”, realizzato tra il Kurdistan iracheno e il Libano con il sostegno di FOCSIV e di cui riportiamo un estratto della sinossi.
«Il documentario parte dell’esperienza iniziata in Kurdistan e che termina in Libano. Un viaggio nel mondo femminile, e non solo, che affronta i problemi di conflitti e migrazioni e lo fa con i loro occhi, con la loro diversità di genere. Donne di tutti gli strati sociali, di religioni diverse, di etnie diverse accomunate dalle difficoltà quotidiane, dalla gestione delle famiglie, da responsabilità sempre più gravose. Il rapporto con i figli in una società dove l’uomo è dominante ma in tempi di guerra diventa l’anello debole…».

L’evento aprirà le porte alla mostra organizzata da CELIM – Centro Laici Italiani per le Missioni – “Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura”, esposta per la seconda volta a Milano dal 23 al 27 ottobre 2017.
Prima della guerra civile scoppiata in Siria nel 2011, Caesar era un ufficiale della Polizia Militare incaricato di fotografare le scene di eventuali crimini o incidenti che coinvolgessero membri dell’Esercito di Bashar al-Assad, ma dopo gli scontri del 2011, su ordine dei Servizi Segreti, per due anni Caesar ha continuato la sua classificazione, documentando però le atroci violenze subite dagli oppositori nelle carceri siriane.
Nel 2013, Caesar diserta e lascia la Siria, portando con sé una testimonianza di quell’orrore: un archivio digitale di oltre 53mila terribili scatti. Di queste foto, 30 costituiscono la mostra; una testimonianza cruda delle atrocità perpetrate dal regime di al-Assad.

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