Questo volume permetterà agli amanti di storia locale di soddisfare la propria legittima curiosità circa le Viae pubblicae romanae

Mirko Guardamiglio

Strade_romane

Nel compilare l’inventario del Fondo Visite pastorali dell’Archivio Storico diocesano di Milano Ambrogio Palestra affermava di aver trovato alcuni toponimi e alcuni termini che si riferivano chiaramente all’antica rete stradale romana. A partire da queste scoperte e appoggiandosi su elementi concreti quali i toponimi militari (ad e.: Quarto Cagnino, Quinto Romano, Sesto Ulteriano ecc.), il Palestra realizzò dapprima un articolo[1] e successivamente uno studio.[2] Grazie all’opera del Palestra possiamo venire a conoscenza di varie ed interessanti realtà. In primo luogo una semplice acquisizione linguistica ossia che: «il termine pilastrello era quasi sempre sinonimo di miliario; non meno importante è il fatto che i pilastrelli vennero usati per elevare edicole o chiesette dedicate alla Vergine del Pilastrello o a qualche altro Santo. […] A Saragozza, sin dal sec. XIII almeno, sorse il culto della “Virgen del Pilar” o del pilastrello sopra il quale, secondo un’antica tradizione, sarebbe apparsa la Vergine all’apostolo S. Giacomo per consolarlo dello scarso successo della sua predicazione evangelica. Il pilastrello, senza essere trasportato, fu difeso da una piccola cappella e nel 1681 fu costruita la seconda cattedrale di Saragozza dedicata alla Vergine del Pilar».[3] In secondo luogo che, stando alle affermazioni del Palestra, «Soltanto i percorsi delle strade Milano-Varese-Bellinzona, Milano-Olginate, Milano-Pontirolo, Milano-Lodi Vecchio e Milano-Pavia sono coincidenti. Parzialmente si corrispondono i tracciati della Milano-Incino (fino a Desio) e Milano-Cremona (fino a Tribiano)»;[4]  mentre non risultano sufficientemente documentati il tracciato Milano-Pavia passante per Siziano e Milano-Viginti Columnae passante per Gaggiano; è invece ritenuto abbastanza probabile il tracciato della Milano-Sesto Calende-Angera, certo il tracciato Miano-Como (con un percorso completamente diverso rispetto a quello proposto dal Passerini), Milano-Brescia (attraverso Melzo, Treviglio e Morengo) e la Pedemontana (che il Passerini riconosceva solo tra Como e Varese in direzione Uggiate-Ponte Tresa e di Olgiate Comasco-Sibrium-Novara).

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[1] A. Palestra, Le strade romane nel territorio della diocesi di Milano in «Giornale Archivio Storico Lombardo».
[2] A. Palestra, Strade romane nella Lombardia ambrosiana in «Archivio Ambrosiano» LII, NED, Milano 1984.
[3] Ibidem, p. 14.
[4] Ibidem, p. 65.

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