L’Archivio Storico Diocesano persegue i propri scopi garantendo in particolare:

a) la custodia-conservazione dei documenti, in un’idonea sede con apposite strutture, al fine di assicurare la non sottraibilità e la non deperibilità dei documenti. Provvede anche, con le necessarie autorizzazioni e servendosi di collaborazioni specializzate, a interventi di restauro;
b) l’inventariazione di tutto il materiale documentario e archivistico, anche in riferimento a quanto disposto dall’Intesa e dalle sue disposizioni applicative;
c) l’ordinamento sistematico, che intende ottenere: il riordino dei documenti per gruppi omogenei (c.d. fondi); la sistemazione razionale (per serie, per date, ecc.) dei documenti di ciascun fondo; la pubblicazione di regesti o di inventari del contenuto di ciascun fondo;
d) la consultazione-studio, secondo il Regolamento emanato dall’Arcivescovo (cf can. 491, § 3) [1], tenuto conto delle disposizioni emanate a livello nazionale in materia di archivi storici ecclesiastici, anche in attuazione dell’Intesa (cf art. 2, c. 2), e delle normative in materia di riservatezza e di accesso ai documenti (cf Parte Prima, punti 6.6 e 6.7).

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[1] Il Regolamento vigente è stato approvato con decreto arcivescovile in data 11 novembre 2013 (prot. gen. n. 3855/13).

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