Mercoledì 14 marzo

Gen 32,23-33; Sal 118 (119); Pr 24,3-6; Mt 7,13-20

«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14)

La ricerca di Dio esige sforzo, lotta, combattimento spirituale. Come quello che Giacobbe vive presso lo Iabbok con un personaggio misterioso che si rivela essere Dio stesso. Giacobbe gli chiede il nome. Dio non glielo rivela, ma cambia il nome di Giacobbe. Si può conoscere Dio solo se ci lasciamo dare da lui un nome nuovo, cioè se lasciamo al suo Spirito di trasformare la nostra vita. Ecco la porta stretta, la via angusta che conduce alla vita vera. Sono la porta e la via di una conversione personale, che ci consente, nel dono dello Spirito che rinnova sempre la nostra vita, di morire al nostro essere vecchi per rinascere alla novità dei figli di Dio. Allora la nostra vita sarà come un albero buono che produce frutti buoni, perché affonda le proprie radici e si nutre del terreno buono di una relazione profonda e sincera con il Signore.

Preghiamo

Lo Spirito,
maestro della preghiera,
ci conduca dentro la lotta
di una vera purificazione del desiderio.
Ci sostenga nel cammino angusto
che conduce alla vita dandoci un nome nuovo.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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