S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA B. VERGINE MARIA  – Solennità

 

 

Lettura

Lettura del libro del Siracide 44, 23h – 45, 2a. 3d-5d

 

Il Signore Dio da Giacobbe

fece sorgere un uomo mite,

che incontrò favore agli occhi di tutti,

amato da Dio e dagli uomini,

il cui ricordo è in benedizione.

Gli diede gloria pari a quella dei santi

e gli mostrò parte della sua gloria.

Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza,

lo scelse fra tutti gli uomini.

Gli fece udire la sua voce,

lo fece entrare nella nube oscura

e gli diede faccia a faccia i comandamenti,

legge di vita e d’intelligenza.

 

Salmo

Sal 15 (16)

 

    R.:  Tu sei fedele, Signore, alle tue promesse.

 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi:

la mia eredità è stupenda.      R

 

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore

ed esulta la mia anima.           R

 

Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra.    R

 

 

Epistola

Lettera agli Ebrei 11, 1-2. 7-9. 13c. 39 – 12, 2b

 

Fratelli,

la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano.

Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.

Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

 

 

Vangelo

Lettura del Vangelo secondo Matteo 2, 19-23

 

In quel tempo.

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

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