7.03.2017

Ieri è morto don Antonio Niada.

Nato a Varese il 12-4-1953.

Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 14-6-1980.

- Dal 1980 al 1990 Vicario parrocchiale a Milano - Mater Amabilis.

- Dal 1990 al 2000 Direttore spirituale all’Istituto Gonzaga di Milano.

- Dal 2000 al 2010 Parroco a Desio - Santi Pietro e Paolo.

- Dal 2010 Residente con incarichi pastorali a Cesano Maderno - Sacra Famiglia, S. Eurosia e Beata Vergine Immacolata.

- Dal 2011 al 2016 Assistente ecclesiastico Unitalsi sottosezione di Seveso.

Lettera dell’Arcivescovo ai fedeli della parrocchia
Beata Vergine Immacolata a Binzago di Cesano Maderno

Carissimi,

partecipo con viva commozione al vostro cordoglio per la morte di don Antonio Niada e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio e nel celebrare la nascita al Cielo di questo nostro fratello, che il Signore ha voluto pienamente conformare a sé non soltanto attraverso il Sacramento dell’Ordine, ma anche mediante la croce della malattia. Durante il tempo della sofferenza e della prova, infatti, pur non riuscendo più ad esercitare attivamente il ministero, don Antonio ha offerto a chi aveva intorno la preziosa testimonianza di un figlio che si consegna fiduciosamente nelle braccia del Padre, sapendo di non essere abbandonato. Questa grande fede non poteva che scaturire da un rapporto personale, intimo, con Gesù, a cui egli seppe attirare il cuore di molte persone.

Ordinato sacerdote nel 1980, dopo i primi incarichi in Milano - come vicario della parrocchia Mater Amabilis e direttore spirituale presso l’Istituto Gonzaga -, assunse la responsabilità della comunità dei Santi Pietro e Paolo in Desio, dove rimase fino al 2010, quando venne a risiedere in Cesano Maderno. In ognuna di queste realtà, così diverse tra loro, don Antonio seppe mettersi al servizio con dedizione appassionata. Teologicamente ben preparato, amava in particolar modo curare le omelie e gli altri momenti di annuncio del Vangelo, affinché la Parola di Dio potesse davvero raggiungere e nutrire chi ascoltava. Impegnato nella pastorale degli adulti, accompagnò il cammino di molte coppie di fidanzati, restando poi loro punto di riferimento negli incontri dei gruppi familiari.

Sono dunque molti i motivi per ringraziare il Signore di aver donato questo fratello alla nostra Chiesa ambrosiana. Facendo tesoro della ricca testimonianza di fede che ci ha lasciato, con animo riconoscente affidiamolo ora insieme alla materna intercessione di Maria e al cuore misericordioso di Dio Padre.

Con affetto, invoco su voi e sui vostri cari la benedizione del Signore.